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Le radici di Articolo Uno: Marchionne? No, Piero Calamandrei

Il diritto del lavoro, l'economia di mercato, la Costituente e le regole per elezioni democratiche: visioni del mondo, e del nostro Paese, su cui la Storia contemporanea ha già espresso un giudizio

Dopo il fascismo, in sede Costituente, si confrontarono sul piano economico due visioni:  quella di coloro che avevano una scarsa fiducia nei confronti del mercato e quella di chi era convinto che ad uno Stato forte andava affidata soltanto la funzione di garanzia dei meccanismi di mercato. Anche sul piano della democrazia si svolse un dibattito fra i sostenitori del sistema elettorale proporzionale, più interessati a garantire la rappresentanza delle minoranze e contrari a derive oligarchiche, e i fautori del sistema maggioritario, che puntavano a garantire la governabilità.

A conclusione i padri costituenti, partendo dall’assunto che l’edificio teorico del mercato in libera concorrenza “non reggeva” più, come dichiarò il presidente Ruini, alla luce delle vicende storiche che avevano portato alla crisi del 1929 e in virtù dell’avanzata storica del mondo del lavoro, fecero una scelta antiliberista. Rifiutarono la nostalgica riproposizione del neoliberismo, attraverso la terza via ordoliberale perseguita da Einaudi e si schierarono a favore di una “nuova economia”.

Nello stesso tempo i padri costituenti, dopo la democrazia negata durante il fascismo, si schierarono a favore del sistema elettorale proporzionale e rif