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Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2012 alle 07:28
 
Il pm Giorgio Lino Bruno della Dda di lecce ha inviato gli avvisi ai difensori. Gli arresti effettuati dai carabinieri il 31 maggio scorso
Fotovoltaico ed estorsioni, chiusa l’indagine su Buccarella e Fai

di Piero Argentiero » 1 settembre 2010 alle 17:50

L'arresto dell'estorsore Cosimo Giardino Fai

BRINDISI – Concluse le indagini nei confronti di Cosimo Giardino Fai, 50 anni, e Giovanni Buccarella, 83 anni (padre di Salvatore, elemento di primo piano della Scu), entrambi di Tuturano, accusati di estorsione pluriaggravata nei confronti di Giovanni Buglisi e Antonino Bucalo, siciliani, il primo responsabile logistico della società Eds Strutture Spa di Terme Vigliatore, in provincia di Messina, impegnata nella realizzazione di un impianto di energia fotovoltaica nelle campagne di Tuturano; l’altro capocantiere della stessa azienda.

Il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Lino Giorgio Bruno, ha chiuso le indagini facendo notificare il provvedimento alle parti che ora hanno venti giorni di tempo per depositare eventuale documentazione o effettuare richieste istruttorie. Dopodichè verrà fissata l’udienza preliminare e in quella sede i difensori degli indagati, Domenico Valletta e Cosimo Lodeserto per Buccarella, Gianvito Lillo per Fai, decideranno il da farsi: se affrontare il processo con rito ordinario o avanzare altre richieste.

Fai e Buccarella sono detenuti dal 31 maggio scorso. Fai fu bloccato mentre incassava il denaro; Buccarella fu sottoposto a fermo perché a suo carico c’erano gravi indizi di colpevolezza. Il 23 giugno il tribunale del riesame respinge la richiesta di scarcerazione. L’avvocato Valletta aveva presentato una copiosa documentazione medica dalla quale risulta che Buccarella è sordo come una campana ed ha altri problemi fisici.

Nei giorni scorsi Valletta e Lodeserto hanno presentato una nuova istanza. Ma anche questa è stata respinta e Buccarella rimarrà rinchiuso nel carcere di Opera, a Milano, nel settore riservato ai detenuti in precarie condizioni di salute. I motivi della decisione non sono stati ancora resi noti, ma sicuramente poggiano sulla pericolosità sociale di Buccarella. Giovanni è un vecchio pregiudicato, padre di Salvatore Buccarella, uno dei capifamiglia della Sacra corona unita, rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Secondigliano, a Napoli.

Giovanni Buccarella dopo il fermo

Secondo l’accusa i due avrebbero preteso da Giovanni Buglisi 3mila euro mensili a titolo di protezione del cantiere da eventuali malintenzionati. Quando il 31 maggio Fai fu bloccato dai carabinieri del Reparto operativo del colonnello Gennaro Ventriglia che si erano mimetizzati tra gli operai del cantiere, aveva appena intascato 1.500 euro. Banconote già fotocopiate dai carabinieri ai quali Buglisi e Bucalo si erano rivolti dopo le prime richieste. Avevano detto che Fai si era presentato loro con Buccarella indicandolo come il padre di Salvatore, e spiegando loro che il figlio era uno dei capi della Sacra corona unita.

I due non si accontentavano dei tremila euro mensili. Pretendevano anche ottomila euro come arretrati. “Ma quale estorsione – si difese Buccarella il giorno della convalida del fermo -, io volevo proporre loro un terreno migliore per realizzare l’impianto di energia”.

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