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Ultimo aggiornamento:
17 maggio 2012 alle 22:35
 
Le intercettazioni: “Qui si sta bene”

di Mar.Orl. e Mar.DeMich. » 22 febbraio 2012 alle 19:08

Il gruppetto dei trafficanti ripreso dalla polizia

BRINDISI – L’indagine vera e propria sfociata nell’Operazione Passeur Express comincia il 2 febbraio, venti giorni fa appena, quando i due compari di Kerkuk, Kasem Khidr e Mariwan Kamaran, avvicinano nei giardinetti del piazzale della stazione ferroviaria di Brindisi due clandestini evasi dal Cara-Cie di Restinco. Si tratta di un tunisino e di un marocchino. La polizia accerta che i due uomini dell’organizzazione acquistano e poi consegnano ai “clienti” due biglietti ferroviari per Bologna, ma non prima di aver controllato presso l’agenzia Western Union di via Indipendenza l’accredito dei bonifici richiesti.

Clandestini in attesa delle identificazioni a Brindisi

Era quella la prassi applicata nel centro di smistamento di Brindisi dell’organizzazione di trafficanti di clandestini. L’indagine sarà molto veloce, ma resa complessa dalla necessità di disporre di una traduzione altrettanto rapida, oltre che affidabile, delle conversazioni telefoniche. Come in quella che segue, di un clandestino curdo-iracheno al fratello, emblematica, che racchiude sia i rischi del passaggio dalla Grecia in Italia, che lo stupore per il buon trattamento ricevuto a Brindisi, e quindi la possibilità di “arrangiarsi” per il meglio.

In sottofondo Abd, il capo della cellulla brindisina dei trafficanti, chiama Ahmad e gli passa il telefono per parlare con suo fratello:

A: “Un attimo solo sta affianco a me e si sta vestendo”

B: “Ah, Ahmad, come stai?”

C: “Ah… insegnante, come stai?”

B: “Perché non chiami, noi siamo preoccupati”

C: “Te lo giuro, quando sono arrivato, non avevo credito, la rete è cambiata e la  batteria si è scaricata. Avevo solo un po’ di soldi per chiamare Aso”

B: “Va bene, non ti preoccupare, non c’è problema, dimmi dove stai?”

C: “Ora sto in Italia”

B: “Va bene in Italia ma dove stai? In quale città, come si chiama? Stai in un villaggio (intende campagna) in città?”

C: “Sto a Brindisi”

B: “Quali progetti hai? Come sei arrivato?”

C: “Giuro insegnante, qui se ti consegni entro due mesi ti danno i documenti, mangiare, bere… non ti danno soldi; puoi vendere la carta internazionale e le sigarette che ti danno e i soldi te li metti in tasca”

B: “Noi non vogliamo i soldi da te”

C: “No dico, se ho il permesso, i documenti italiani sto bene; ci sta pure Aram, l’ho chiamato, però mi ha detto che sta un po’ lontano, mi ha detto che possiamo vederci”

B: “Aram ti vuole bene, mi ha detto che ti vuole da lui… poi vedi tu…questa è la tua strada, fai come credi non è il mio futuro, questo è il tuo futuro…”

C: “Hai ragione, però qui ho mangiato pure gratis, mi hanno dato da mangiare; c’è una signora che mi ha dato pure un giubbotto. Mi ha detto che se domani vado mi da altra roba”

B: “Ma la signora di dov’è?”

C: “Italiana, che aiuta gli immigrati per mangiare e vestire… mi ha dato pure i vestiti belli perché i miei erano tutti rovinati. Sono stato un giorno sull’asse di un camion con un altro e la gente diceva come sei riuscito? Pensavano che fossi morto. Mi sono nascosto sull’asse con quel ragazzo di Kerkuk nato nel 1995; ora sento dolori su tutti i muscoli perché ho dormito sull’asse”

B: “Quando sei stato sull’asse?”

C: “Ieri (molto probabile che dice alle 9 di sera, frase poco comprensibile)”

B: “Non è pericoloso?”

C: “Si molto pericoloso; se la Polizia ti prende, ti picchia; poi non ho dormito perché si sentiva il rumore del mare, e pregavo”

B: “Ma il camion stava fermo?”

C: “Il camion sta fermo quando è al parcheggio, poi vengono gli immigrati e si infilano; poi la polizia arriva e sposta indietro gli immigrati. Siccome che avevo un vestito bello, mi hanno fatto incolonnare verso gli europei. Poi sono entrato dentro con gli europei e vicino ai controlli piano piano sono entrato dentro e mi sono nascosto sull’asse di un camion. Il giorno dopo alle 10 della mattina…”

B: “Mi ha chiamato Aso e mi ha detto che gli devo dare 1000 dollari”.

B: “Io l’ho detto al mio parente che sta in campo, mi ha risposto che è un problema”

A: “Io te lo dico, così è…”

B: “Dai, dai speriamo… Dio è grande”

A: “Dai fratello, datevi da fare, aiutatelo ad andare via entro questa sera, al massimo domani”

Si salutano. Poi B continua. B: “Vediamo Ahmad cosa dice”. Si salutano nuovamente.

In un’altra intercettazione, lo stesso Ahmad con il telefono in uso a Abdul Kader Mohammed parla in lingua curdo-irachena con tale Bestum:

Bestum: “Dove stai?”

Ahmad: “Grazie a Dio sono arrivato”

Bestum: “Ma stai in Italia?”

Ahmad: “Ma quello che cosa ha fatto?”

Bestum: “Ieri perché non hai chiamato?”

Ahamad: “Giuro che il telefono si è scaricato e non avevo nemmeno credito, ho comprato qui una scheda telefonica da amici”

Bestum: “Come sei partito?”

Ahmad: “Non ti ho detto?”

Bestum: “Sotto all’asse del camion”

Ahamad: “Si! Si! Grazie a Dio”

Bestum: “Sono contento per te”

Ahamad: “Grazie, ma Aso quanto ti ha dato?”

Bestum: “Chi è?”

Ahmad: “Aso, Aso quanto ti ha dato adesso”

Bestum: “Soltanto duecento dollari”

Ahmad: “Veramente mi ha detto cento dollari in più”

Bestum: “Giuro non mi ha dato di più”

Ahamad: “Sinceramente Aso mi ha detto che tu sei andato da lui e ti ha dato in più cento dollari dalla sua tasca, però lascialo stare non dire niente”

Bestum: “ Karim sta li”

Ahmad: “Ahh sta in Italia”

Bestum: “Lo sai quanto mi ha dato? Tredici!” (intende 1300 dollari)

Ahmad: “Ahh tredici”

Palazzo Festa


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