"Spinse e fece cadere uno studente": professore assolto in Appello. Perché il fatto non sussiste

La sentenza della Corte di Lecce pronunciata su ricorso della difesa del docente che ha sempre respinto l'accusa di lesioni personali. In primo grado era stato condannato alla pena di due mesi

LATIANO - "Spinse e fece cadere uno studente, provocandogli lesioni": l'accusa mossa nei confronti di un docente di Latiano, ora in pensione, è caduta in Appello perchè priva di fondamento: i giudici della Corte di Lecce hanno assolto con formula piena il professore, G.M, che ha sempre rivendicato la sua innocenza, respingendo la ricostruzione dei fatti contestata nel capo di imputazione.

"Il fatto non sussiste" ha concluso il collegio giudicante che si è pronunciato su ricorso del difensore dell'imputato, l'avvocato Emilio Lucisani, una volta depositate le motivazioni della sentenza pronunciata dal Tribubale di Brindisi il 25 giugno 2014. In primo grado era stato condannato alla pena di due mesi di reclusione con l'accusa di lesione personali ai danni di uno studente di un istituto superiore di Brindisi.

I fatti contestati risalivano al 2010, quando uno studente aveva accusato il professore di averlo spinto fuori dall'aula, provocandone a suo dire una caduta. Il docente, che si è sempre professato innocente, decise allora di impugnare la sentenza di primo grado. La sua difesa in appello è stata assunta dallìavvocato Emilio Lucisani, il quale, dopo una rigorosa ricostruzione dei fatti, ha sottoposto a severa critica la sentenza di primo grado, ponendone in evidenza incongruenze e contraddizioni. La Corte di Appello ha accolto le argomentazioni della difesa ed ha emesso quindi sentenza di assoluzione con formula piena, "perchè il fatto non sussiste". 

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