Discarica, contenzioso da 27 milioni: Assennato consulente del Comune

L’ex dirigente dell’Arpa Puglia nominato dall’Amministrazione cittadina come perito nel processo civile promosso dalla società Transeco: la srl lamenta danni per la mancata apertura del sito in contrada Mascava, a causa della contaminazione della falda

BRINDISI – Il Comune di Brindisi si affida all’ex dirigente dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato nel contenzioso civile da 27 milioni di euro, promosso dalla società Transeco contro il Comune, per la mancata apertura di una discarica in contrada Mascava.

Giorgio Assennato, Arpa PugliaAssennato (nella foto accanto) seguirà le operazioni peritali disposte dal Tribunale per accertare se la falda dei terreni ricadenti nell’area individuata come sito per lo smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi sia contaminata, come sostengono i legali della srl Transeco o meno. E se, qualora la contaminazione dovesse essere riscontrata, sia da mettere in relazione con la discarica di proprietà del Comune, in località Autigno: secondo gli avvocati della società ci sarebbe stata una “confluenza di flussi”, determinata da una cattiva gestione del sito pubblico nel periodo corrispondente all’affidamento in favore della Nubile di Luca Screti, assieme all’impianto di Cdr in via per Pandi. O comunque, l’Amministrazione avrebbe omesso di svolgere i controlli previsti dalle disposizioni di legge in materia.

Il dirigente, ormai ex dell’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente, è stato come “professionista esterno che può rispondere alle esigenze di questo Ente, vantando lo stesso affidabilità ed esperienza maturata nell’ambito della materia ambientale inerente l’oggetto della consulenza tecnica di parte richiesta, efficacia, imparzialità”. In veste di “ausiliario al consulente tecnico di parte” è stato nominato l’ingegnere del Comune Antonio Iaia, Funzionario tecnico, assistito dal geometra Marina Mautarelli, istruttore Tecnico, entrambi in forza al settore Lavori Pubblici”.

Gli avvocati di Transeso srl hanno chiesto al giudice del Tribunale di Brindisi, sezione civile, di “dichiarare il Comune di Brindisi responsabile ai sensi dell’articolo 2043 del codice civile” sostenendo che ci siano gli estremi della responsabilità oggettiva e, di conseguenza, chiedono di condannare l’Ente al ristoro di tutti i danni patiti, “materiali e patrimoniali, diretti e indiretti”. Innanzitutto “24.882.000 per il mancato svolgimento dell’attività conseguente all’interruzione del procedimento finalizzato al rilascio dell’autorizzazione all’insediamento di una discarica controllata per rifiuti speciali non pericolosi”. A questa somma, secondo gli avvocati, devono essere aggiunti tre milioni di euro “corrispondenti al valore di mercato che avrebbe la cava in assenza delle contaminazioni della falda che ne hanno resa nulla l’utilizzabilità”.

I terreni oggetto del contenzioso sono di proprietà di Transeco dal 2008, in precedenza erano della Silta. Nel 2010 la Regione Puglia aveva ritenuto necessario avviare una “nuova procedura di Via, valutazione di impatto ambientale, rispetto al provvedimento precedente del 2005 conclusosi con un parere favorevole. E Transeco aveva impugnato la determina del dirigente della Regione davanti ai giudici del Tar chiedendone l’annullamento, ma la richiesta non era stata accolta. Da qui il ricorso al Consiglio di Stato, ma niente da fare perché i giudici nel 2012 confermarono la legittimità del provvedimento della Regione. Cinque anni più tardi, l’azione civile con una richiesta di risarcimento dal formato maxi.



 

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