“Ho pagato l’anticipo: sono stata ingenua. Ora mi sento presa in giro”

Il racconto di una brindisina: "Sono una hobbysta, volevo solo lavorare sfruttando l'occasione delle casette di Natale. Venerdì ho dato 250 euro, senza ricevuta. Ho chiesto perché e mi hanno risposto che era tutto ok, già autorizzato dal Comune"

BRINDISI – “Se il presidente di Confesercenti vuole i nomi dei commercianti per fare le verifiche, bene faccia pure la sua indagine: io sono pronta a fare il mio nome, non sono una negoziante, ma una hobbysta che è stata talmente ingenua da pagare un anticipo di 250 euro per una casetta di legno sperando fosse una bella occasione per lavorare. Invece sono stata presa in giro. Altro che pettegolezzi”.

Lo sfogo è di una brindisina che ha contattato la redazione di Brindisi Report per raccontare la sua esperienza dopo che il Comune di Brindisi aveva già annullato il protocollo estivo con l’associazione di categoria per la gestione del mercatino natalizio sull’onda delle polemiche legate alla mancanza di un bando o di una manifestazione di interesse tra associazioni e imprese nel settore. Strada della pubblicità e della trasparenza che è stata scelta in seconda battuta. La redazione ovviamente ha incontrato la ragazza, così come i commercianti che hanno raccontato esperienze simili.

Cos’è successo?

“E’ accaduto che già agli inizi di ottobre sono stata contatta dalla segreteria di Confesercenti per il mercatino di Natale a Brindisi, per le casette in piazza Vittoria. L’idea mi è sempre piaciuta. Mi dissero che i posti ancora liberi erano pochi, forse tre o quattro, per cui avrei dovuto affrettarmi”.

E poi?

“Poi non ho chiamato, lo hanno fatto loro invitandomi a bloccare una casetta con il pagamento di un acconto: ho scelto una settimana a cavallo del Natale e mi hanno chiesto 250 euro subito, come anticipo su 500. Copia del contratto mi sarebbe stata data solo dopo l’inizio di quello che doveva essere il mio mercatino, in ogni caso dopo il sorteggio per l’assegnazione delle casette in piazza Vittoria. Con l’estrazione si evitano polemiche per i posti, quindi ero contenta”.

Quando ha versato la somma di 250 euro?

“Ho pagato venerdì mattina: sono andata nella sede di Confesercenti, quindi la verifica è possibile eccome”.

Ma lei non era a conoscenza del fatto che il Comune neanche 24 ore prima aveva annullato tutto e cestinato quel protocollo estivo?

“Sì, ho letto l’articolo e per questo ho chiesto spiegazioni, ma mi sono sentita dire che non era così, che l’iniziativa era in regola, che il Comune aveva già dato tutte le autorizzazioni necessarie e che Confesercenti aveva anche pagato in anticipo la fornitura di energia elettrica e chiesto l’occupazione del suolo pubblico. Mi hanno anche detto che nel caso in cui non ci fosse stato più il mercatino, avrebbe restituito la somma”.

Ha firmato una ricevuta?

“No. L’ho chiesta, ma non me l’hanno data: mi hanno detto che non avevano il blocchetto in quel momento e che me l’avrebbero data successivamente. Non c’è neppure una data di sottoscrizione del contratto, ma solo quella del periodo di affitto della casetta che ho sbarrato con una crocetta. Lo ammetto: sono stata un’ingenua, una che voleva solo lavorare e che è stata presa in giro. Spero che la mia esperienza serva agli altri e che nessuno faccia il mio stesso errore”.

Cosa chiede al Comune?

“Che vada in fondo a questa storia perché non è possibile che accadono situazione di questo tipo. C’è gente che vuole lavorare e che ha bisogno di farlo e merita rispetto. Rispetto delle regole, prima di tutto”.

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