“A Brindisi i gruppi Morleo e Brandi attivi nello spaccio e nelle estorsioni”

"Sintomatici della pressione della mala attentati e incendi: racket e prestiti a usura". In aumento furti in appartamento e colpi ai bancomat e ai centri scommesse. La relazione della Dia per il primo semestre 2015: "Nella Scu, Campana in ottimi rapporti con Buccarella di Tuturano, Bruno di Torre e Rogoli di Mesagne". Donne in evidenza

BRINDISI – La Sacra Corona Unita resiste a Brindisi città così come nei comuni della provincia, dove nonostante gli arresti e le collaborazioni, c’è sempre nuova linfa: affiliati giovani, anche donne, spesso reclutati in ambiti familiari, attivi nei settori dello spaccio di droga, delle estorsioni e del prestito a tassi usurai, gestiti in via esclusiva dalla mala pronta a dimostrare la propria forza con gli attentati, spesso incendiari.

diaIl quadro della situazione nel Brindisino con riferimento al primo semestre del 2015 emerge nella relazione della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) pubblicata qualche giorno fa. E’ l’ultima ad essere stata illustrata dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al Parlamento evidenziando i risultati del lavoro svolto nel contrasto alla criminalità. Quella organizzata in primis.

In 276 pagine c’è il riassunto di tutto quello che si ritiene sia esistente praticamente ad oggi in provincia, con indicazioni sulle possibili evoluzioni in termini di alleanze tra clan e rapporti con gruppi criminali dei Paesi dell’Est e dell’altra parte dell’Adriatico perché la Puglia e il Brindisino in particolare, non sembrano fare eccezione, rispetto al trend nazionale che vede collaborazioni in atto.

La conferenza dell'operazione Beginners-2Per quel che attiene la provincia di Brindisi, la relazione della Dia evidenzia un dato di fatto prima di procedere all’analisi: “Gli storici sodalizi criminali della Sacra Corona Unita risentono dello stato di detenzione di diversi esponenti di spicco tratti in arresto a seguito di importanti inchieste concluse negli ultimi anni”, è scritto con riferimento ai blitz di polizia e carabinieri. Inchieste che proseguono e che di recente, alla fine dello scorso mese di febbraio, hanno portato in carcere 27 persone accusate di essere i volti nuovi della Scu, i beginners (a sinistra la foto della conferenza stampa).

“Le attività illecite verrebbero comunque gestire nell’abito degli stessi contesti familiari, ai quali si sono affiancati nuovi affiliati che, poco inclini agli ordini dei vecchi capi, avrebbero fatto registrare spinte autonomiste”.

campana francesco-2Quanto al capoluogo, due sarebbero i gruppi presenti: “Morleo e Brandi, attivi nel mercato dello spaccio di sostanze stupefacenti e delle attività estorsive”, si legge a pagina 146 della relazione. “La fazione capeggiata da Francesco Campana (nella foto a destra), arrestato a Oria il 23 aprile 2011, benché fortemente disarticolata, continua ad essere attiva a Brindisi e provincia, risultando in ottimi rapporti con altre famiglie della Sacra Corona Unita brindisina del calibro di Buccarella di Tuturano, Bruno di Torre Santa Susanna e Rogoli di Mesagne”.

L’evoluzione dei rapporti tra presunti capi è stata svelata dagli ultimi pentiti della Scu, da Ercole Penna, diventato collaboratore dieci giorni dopo il suo arresto, avvenuto nel 2010, a Francesco Gravina alias il Gabibbo, sino ad arrivare al più recente Sandro Campana, fratello minore di Francesco. Campana junior è diventato uno degli accusatori di Francesco e lo ha indicato anche come mandante ed esecutore di omicidi consumati nella logica della vendetta dell’associazione mafiosa.

A Mesagne “continua a essere operativo il triumvirato mafioso Antonio Vitale, Massimo Pasimeni e Daniele Vicientino, presente, tra l’altro, tramite propri referenti, in molti comuni del circondario brindisino”. Tutti e tre sono in carcere, Pasimeni con condanne all’ergastolo che rischiano di diventare definitive.

“Sintomatici di una costante pressione sul territorio, risultano i diversi attentati dinamitardi e incendiari che si sono verificati nel corso dei primi sei mesi del 2015, da ritenersi reati spia di attività estorsive, non di rado correlate a pratiche usuraie”. E’ questa la chiave di lettura di alcuni episodi avvenuti a Brindisi, come la bomba carta fatta esplodere il 3 gennaio davanti all’ingresso di un’attività commerciale, oppure come l’incendio che il 17 gennaio ha danneggiato in maniera grave un chiosco adibito a punto bar a Torre Santa Susanna o ancora le fiamme, sempre di origine dolosa, che il 15 febbraio hanno avvolto un negozio a Latiano. A Brindisi, inoltre, il 23 marzo sono stati esplosi colpi di pistola puntando alla saracinesca di un’attività commerciale.

Il fucile a canne mozze“A fattor comune, il mercato delle sostanze stupefacenti e le estorsioni continua a rappresentare il principale settore di interesse per i vari gruppi criminali, che hanno dimostrato la disponibilità di un’ampia dotazione di armi”. Nelle mani della criminalità ci sarebbero revolver, fucili a canne mozze, pistole calibro 7,56,  6,35 e 22.

“Emblematica – si legge ancora – appare l’operazione Uragano condotta nel mese di maggio 2015 che ha portato all’arresto di oltre 40 persone facenti parte di tre distinte associazioni di narcotrafficanti con basi operative nei territori del Brindisino e con ramificazioni sino al Nord Italia”.

E ancora: “Da segnalare il ruolo riservato alle donne nell’ambito dell’associazione, utilizzate non solo per veicolare messaggi all’esterno del carcere, ma anche per accompagnare i trafficanti durante i trasporti fuori regione e per gestire la cassa comune del sodalizio”. Donne, quindi, non solo compagne di vita, anche di malavita come è emerso di recente nell’inchiesta The Beginners che ha portato agli arresti due ragazze accusate di assumere anche decisioni in sostituzione dei mariti.

A Brindisi e provincia, infine, è stato segnalato l’aumento del numero delle rapine a mano armata e dei furti, non solo in appartamento ma anche in danno di sportelli bancomat e centri scommesse.

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