“Siamo quelli della rapina in gioielleria”: la confessione dopo le foto su Fb

Interrogati dal gip Luigi Blasi e Oronzo Ligorio, di Brindisi, fermati dagli agenti della Mobile per il colpo da Idea Oro di Lecce giovedì scorso. Il pm Giuseppe De Nozza ha chiesto la custodia in carcere. I poliziotti sulle tracce dell’autista: anche lui ripreso dalle telecamere. Trovata la Fiat Punto

BRINDISI – La confessione davanti alle foto pubblicate su Facebook dalla titolare della gioielleria presa di mira: “Sì, siamo noi quei due. Siamo noi quelli della rapina a Lecce”. Hanno ammesso tutto Luigi Blasi e Oronzo Ligorio, entrambi residenti a Brindisi, fermati dagli agenti della Squadra Mobile a distanza di meno di 48 ore dal colpo consumato nell’oreficeria Idea Oro di Lecce, in piazza Mazzini, giovedì pomeriggio attorno alle 18,10.

rapinatori gioielleria lecce-4

I due indagati sono stati ascoltati questa mattina in sede di udienza di convalida del fermo disposto per impedirne la fuga e la reiterazione del reato. Si sono presentati davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, al quale il pubblico ministero Giuseppe De Nozza ha chiesto l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere di fronte ai gravi indizi di colpevolezza e alle esigenze cautelari.

Foto Ligorio Oronzo-2Quanto ai gravi indizi, qualificati come “granitici”, sono costituiti dalle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza della gioielleria, pubblicate dopo il colpo sul social network Facebook dalla titolare con l’obiettivo di identificare i responsabili. “Condividete, per favore”, ha scritto nel post sulla pagina Fb della gioielleria. “Avevano accento brindisino”. Elemento importante che ha portato gli agenti della Mobile di Lecce a consegnare il filmato con relative immagini ai colleghi di Brindisi: si vedono due ragazzi a volto scoperto che si presentano come clienti al bancone, uno dei due all’improvviso impugna una pistola e intima alla donna di aprire la cassaforte. Ma il caveau resta bloccato, a quel punto prendono i panni di velluto con i bracciali, le collane e gli anelli. (Nella foto accanto Ligorio).

I poliziotti della sezione Antirapina, diretti dal vice questore aggiunto Antonio Sfameni, hanno visto quelle immagini e hanno dato un nome ai due volti a stretto giro: Luigi Blasi e Oronzo Ligorio, già conosciuti.  Blasi sarebbe stato il primo a essere stato identificato perché qualche anno fa venne arrestato per una rapina compiuta in una gioielleria di Bergamo, assieme a un altro brindisino. Di recente è finito sotto inchiesta con l’accusa di truffa per la vendita di un telefonino su e-bay. Allora come ora è difeso dall’avvocato Cinzia Cavallo. Ligorio è assistito dall’avvocato Gianvito Lillo. Non è escluso che alla luce della confessione di entrambi, i penalisti chiedano di patteggiare la pena.

Foto Blasi Luigi-2L’interrogatorio, a quanto si apprende, è durato giusto il tempo di verbalizzare l’ammissione degli addebiti: i due, in separata sede, hanno confessato la propria azione, parlando in prima persona. Nessuno dei due ha fatto riferimento al terzo uomo, vale a dire all’autista della Fiat Punto, parcheggiata poco distanza dalla gioielleria, usata per raggiungere Lecce: secondo la ricostruzione dell’accusa, Ligorio e Blasi avrebbero avuto il supporto del terzo nel doppio ruolo di autista e palo.

Le immagini del sistema di videosorveglianza mostrano l’utilitaria, trovata a distanza di poco. Dai numeri di targa è possibile risalire al proprietario.  Sono in corso nuove perquisizioni per risalire al terzo, per il quale verrà mossa la stessa accusa. (Nella foto accanto Blasi).

Foto 1-19

 Entro venti giorni gli atti saranno trasmessi per competenza territoriale alla Procura di Lecce. Intanto, nel pomeriggio di oggi, ai due indagati è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del Tribunale di Brindisi: il fermo è stato convalidato per Ligorio, non invece per Blasi poiché il giudice non ha ritenuto concreto il pericolo di fuga nei confronti di quest'ultimo. Entrambi, quindi, restano in carcere. 

Foto 2-8-11

Gli agenti, nel frattempo, hanno restituito alla titolare della gioielleria i preziosi rubati, trovati nella disponibilità  di Blasi: erano nascosti in una busta di plastica sistemata nei pressi di un muretto della sua abitazione, ancora con la targhetta dell'oreficeria Idea Oro di Lecce.

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