Tangenti a Erchie, per ora il sindaco arrestato sceglie il silenzio. E non si dimette

Giuseppe Margheriti, ai domiciliari con l’accusa di corruzione, si avvale della facoltà di non rispondere: aspetta di leggere gli atti, poi chiederà di essere ascoltato dal pm della Dda di Lecce, titolare dell’inchiesta che ha portato agli arresti, con identica ipotesi di reato, il suo ex vice Domenico Margheriti

BRINDISI – Per il momento ha scelto la strada del silenzio davanti al gip, il sindaco di Erchie, Giuseppe Antonio Margheriti, ai domiciliari con l’accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio nell’inchiesta della Dda di Lecce, su presunte tangenti per 110mila euro nell’affidamento di appalti per un milione di euro e su promesse di dazioni per lavori in un parco eolico.

Giuseppe MargheritiNon ha rassegnato le sue dimissioni e non intende farlo neppure nelle prossime ore, convinto di chiarire nel più breve tempo possibile la propria posizione. E’ e resta il primo cittadino di Erchie, ristretto nella sua abitazione per effetto del provvedimento di arresto la cui esecuzione  è stata delegata agli agenti della Squadra Mobile di Brindisi, sulla base di gravi indizi di colpevolezza costituiti da intercettazioni ambientali tra imprenditori ed esigenze cautelari, tra pericolo di inquinamento delle prove e reiterazione del reato. L’Amministrazione, di conseguenza, sarà guidata dal suo vice.

Nel frattempo il primo cittadino ai domiciliari, 24 ore dopo l’arresto, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al gip del Tribunale di Brindisi di fronte al quale questa mattina è stato fissato l’interrogatorio di garanzia per rogatoria. Si è presentato al fianco del suo difensore di fiducia, l’avvocato Raffaele Missere del foro di Brindisi, ma ha tenuto a precisare che quel silenzio non resterà a lungo. Solo il tempo necessario per raccogliere e leggere gli atti sui quali il pm della Direzione distrettuale antimafia, Alessio Coccioli, ha imbastito la contestazione, condivisa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine.

Chiusa questa fase di studio, il penalista presenterà istanza di interrogatorio al pm della Dda perché Margheriti vuole fornire la propria versione dei fatti. Non è escluso che, intanto, il difensore presenti ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare.

Due le contestazioni, qualificate entrambe come corruzione: la prima in concorso con l’ex vice sindaco Domenico Margheriti, detto Domenghini, perché secondo l’accusa avrebbero ottenuto “il pagamento di 80mila euro, a titolo di tangente, con la promessa di ulteriori dazioni di denaro per una cifra complessiva di 110mila”, per l’affidamento di lavori per un importo di poco superiore a un milione di euro per il completamento delle infrastrutture primarie della zona Pip a carattere artigianale.

Margheriti sindaco, inoltre, avrebbe mostrato il proprio interesse anche rispetto a un parco eolico, per lavori che avrebbero dovuto essere affidati in subappalto alla stessa ditta aggiudicataria dei lavori nella zona Pip, dietro la promessa di consegna di una percentuale di denaro pari al 10-12 per cento da applicare sull’importo del contratto.

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