Inaugurata e non ancora attivata la "cantina della legalità" confiscata a ex cassiere Scu

Sono passati dieci mesi e "la cantina della legalità" non è ancora stata attivata, nonostante inaugurata. Uno dei beni confiscati alla malavita diventerà momentaneamente sede della Polizia locale di Torchiarolo, inevitabilmente il pensiero va a un altro immobile che apparteneva alla Scu

TORCHIAROLO – Sono passati dieci mesi e “la cantina della legalità” non è ancora stata attivata, nonostante inaugurata. Uno dei beni confiscati alla malavita diventerà momentaneamente sede della Polizia locale di Torchiarolo, inevitabilmente il pensiero va a un altro immobile che apparteneva alla Scu: la villa dell’ex cassiere della Sacra Corona Unita Tonino Screti, situata nelle campagne di Torchiarolo. Il 22 luglio del 2015 al suo interno ci fu l’inaugurazione in pompa magna della cantina ecosostenibile, dotata di un impianto fotovoltaico di ultima generazione e un impianto di fotodepurazione per ridurre lo spreco delle acque. “Sarà dedicata alla vinificazione in biologico, con le uve già bio prodotte nei vigneti confiscati (25 ettari). Soprattutto promuoverà l’eccellenza vitivinicola del territorio e la possibilità di produrre nella legalità, rispettando l’ambiente ed i diritti dei braccianti agricoli, senza rinunciare alla qualità”, si scrisse allora. Ad oggi nulla è cambiato. Mancano ancora “carte”. Problemidi burocrazia.

All’inaugurazione erano presenti l’allora prefetto Nicola Prete, il procuratore della Repubblica Marco Dinapoli, il magistrato Antonio i silos cantina screti-2Maruccia, don Attilio Mesagne presidente della Caritas diocesana di Lecce, don Raffaele Bruno, noto esponente di Libera e membro del consiglio di amministrazione della sezione Puglia della “Società di recupero dei beni e i territori confiscati alla mafia”, Davide Pati vice presidente di Libera.

Di proprietà del Comune di Torchiarolo, ristrutturata attraverso un progetto finanziato nel Piano operativo nazionale per la sicurezza, da 1.600.000 euro, sarà gestita dalla cooperativa mesagnese Terre di Puglia-Libera Terra, ma la cantina ancora non può essere utilizzata. Ma secondo quanto spiega il sindaco di Torchiarolo Nicola Serinelli, si tratta di ancora pochi mesi.

nicola serinelli-3“Si è ottimisti per far partire la produzione a settembre prossimo, il collaudo è stato fatto, siccome si aspetta l’agibilità, si è dovuta fare una variante alla convenzione che dovremo sottoscrivere in seguiro. Il ministero competente ha chiesto l’integrazione dei documenti che l’ufficio sta predisponendo. Purtroppo il Ministero spesso a volentieri chiede a tappe, non fa un’unica richiesta quindi ora si sta completando il tutto. Nel 2013 fu presentato un progetto cumulativo di 1.600.000 euro che prevedeva sia l’utilizzo dei beni produttivi che, nel preliminare, l’utilizzo della villa in sé, nel frattempo ha finanziato soltanto l’attività produttiva, stralciando la parte relativa alla villa. Quindi per ristrutturare le unità abitative si dovrà presentare un nuovo progetto e per questo siamo già pronti. Comunque le condizioni per avviare l’attività produttiva ci sono tutte, ormai si tratta di pochi giorni. È nel mio interesse utilizzare quanto prima queste strutture, Torchiarolo ne ha cinque, non solo per una questione di visibilità, per dare delle risposte, ma perché voglio evitare che qualcuno si prenda il diritto di dire che questi immobili erano tenuti meglio prima. L'impegno da parte nostra c'è tutto”.

Si spera che si tratti davvero di pochi giorni e che anche questo bene confiscato alla malavita venga messo nelle condizioni di essere utile per la comunità.

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