A San Pietro una fiaccolata per Jako, il cane ucciso brutalmente perché abbaiava troppo

L’appuntamento è per sabato 17 novembre alle 17 in piazza del Popolo a San Pietro Vernotico. L’evento è stato organizzato dall’associazione “Le Orme di Puglia”

SAN PIETRO VERNOTICO – A due settimane esatte dall’atroce aggressione nei confronti di Jako,il siberian husky dato alle fiamme di notte mentre si trovava sul balcone di casa dei suoi padroni e deceduto 12 giorni dopo, la comunità sampietrana si riunisce in una fiaccolata di sensibilizzazione contro il maltrattamento degli animali. Il cane abbaiava troppo, questo sarebbe il motivo che ha portato l’ignoto malfattore a condannarlo a morte.

Legato e dato alle fiamme, salvo per miracolo

L’appuntamento è per sabato 17 novembre alle 17 in piazza del Popolo a San Pietro Vernotico. L’evento è stato organizzato dall’associazione “Le Orme di Puglia” che si occupa di adozioni e cura di cani e gatti randagi ed ha subito trovato l’appoggio, almeno sul social network Facebook, (dove è stata pubblicizzata) di decine di cittadini e della stessa amministrazione comunale.

Il Comune parte civile in un eventuale processo

Il sindaco Pasquale Rizzo, sempre su Facebook, annuncia anche l’intenzione di costituire il Comune di San Pietro Vernotico parte civile, in un eventuale processo a carico del responsabile.

“E’ un danno d’immagine, che la nostra città certamente non meritava. I sampietrani sono i primi a condannare l’assurdità di quanto accaduto – scrive Rizzo - c’è qualcuno che non merita, evidentemente, di appartenere alla nostra solidale cittadina. In un eventuale processo a carico del malfattore, autore di tanta crudeltà, il Comune non esiterà a costituirsi parte civile”.

Al momento, però, l’unico fatto certo è l’aggressione. Non ci sono indagati, almeno questo è quanto riferiscono le forze dell’ordine, anche se è chiaro che sulla vicenda mantengono lo stretto riserbo. Jako è stato raggiunto da una palla di stracci intrisa di liquido infiammabile e data alle fiamme, nella notte tra giovedì 1 e venerdì 2 novembre scorsi, mentre era sul balcone a primo piano della casa della mamma del suo padrone, dove era stata allestita la cuccia. In via Zara, una traversa di via Lecce.

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L’autore di questo vile gesto prima di lanciare la palla di fuoco ha fatto in modo che il cane non potesse scappare: lo ha legato e bloccato con un armadietto.

Ad accorgersi del rogo sono stati alcuni vicini che hanno immediatamente dato l’allarme. Il cane era stato momentaneamente affidato all’anziana madre del proprietario che vive con la badante. Sono stati allertati anche i vigili del fuoco. Subito dopo i fatti, nella stessa notte, il cane è stato affidato alle cure del veterinario Pietro De Rocco, dopo alcuni giorni trasferito in una clinica di Bari ma lunedì 12 novembre il suo cuore ha cessato di battere. Troppo gravi le conseguenze delle ustioni, troppo delicato il quadro clinico.

E' morto Jako, il cane dato alle fiamme perchè abbaiava troppo

La notizia di questa brutale aggressione ha fatto il giro dei notiziari quotidiani di tutta Italia, San Pietro Vernotico è balzato agli onori delle cronache per un gesto che tutta la comunità respinge. Un gesto senza giustificazioni e scusanti.

“Siete tutti invitati a ricordare con noi Jako, nel modo più pacifico e sereno possibile – scrivono gli organizzatori - la mano dell'uomo é stata crudele si, ma noi ci riuniremo per ricordare un'anima innocente, per ricordare ai suoi cari che non sono soli.
 Per ricordare a tutti che la vita è sacra e va rispettata. Il resto lo lasciamo fare alle autorità. Vi aspettiamo per questo ultimo saluto a Jako”.

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Qualcuno non riesce a credere che a distanza di due settimane il responsabile della morte di Jako non sia ancora stato individuato e la notizia della fiaccolata è stata accompagnata da commenti carichi di rabbia e vendetta.

Ma gli organizzatori commentano “Violenza genere violenza. Il nostro intento è solo la sensibilizzazione contro il maltrattamento degli animali. E un ultimo saluto a Jako! Non accettiamo insulti, non accettiamo chi augura morte, non accettiamo violenza! La fiaccolata sarà solo in silenzio con il cuore in mano e la bocca chiusa”. 

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