Abusi su una dodicenne: pedofilo in manette

BRINDISI - La verità, torbida quanto indescrivibile, è venuta fuori dopo alcuni mesi. Anzi, i primi contorni di una storia agghiacciante risalgono a cinque anni fa. Ma l’orco era sempre lo stesso. A finire vittima dei suoi abusi sessuali era una dodicenne leccese, che ha raccontato tutto alla famiglia e ha permesso oggi, 8 marzo, di far scattare le manette ai polsi di Francesco Vitale, brindisino di 60 anni, accusato di violenza sessuale aggravata ed atti sessuali con minorenne.

Francesco Vitale

BRINDISI - La verità, torbida quanto indescrivibile, è venuta fuori dopo alcuni mesi. Anzi, i primi contorni di una storia agghiacciante risalgono a cinque anni fa. Ma l’orco era sempre lo stesso. A finire vittima dei suoi abusi sessuali era una dodicenne leccese, che ha raccontato tutto alla famiglia e ha permesso oggi, 8 marzo, di far scattare le manette ai polsi di Francesco Vitale, brindisino di 60 anni, accusato di violenza sessuale aggravata ed atti sessuali con  minorenne.

Le indagini sono partite lo scorso novembre dalla Questura di Lecce, nei cui uffici la piccola aveva rilasciato - accompagnata dalla madre - le prime dichiarazioni di accusa nei confronti di colui che fino a quel momento era considerato un amico di famiglia.

Il legame era dato dall’amicizia tra i genitori della ragazzina e i figli di Vitale. Anche per questo motivo, capitava spesso che per gli impegni degli adulti la giovane rimanesse da sola con l’“amico di famiglia”, che  con lei si trasformava nell’uomo degli incubi, capace di indicibili “attenzioni” nei confronti di una vittima indifesa.

Il tutto avveniva nelle campagne di Tuturano: bastava qualche piccola scusa, facendo leva evidentemente sulla fiducia che la ragazzina aveva riposto in quell’uomo per spingere quest’ultimo a commettere gesti di pedofilia. E’ toccato agli agenti della Squadra Mobile di Brindisi, diretti da Francesco Barnaba, e chiamati ad intervenire dopo la segnalazione dei colleghi leccesi, accertare che le terribili dichiarazioni della bambina corrispondessero a verità.

Vitale  convinceva la piccola a lasciarsi toccare le parti intime. Un trauma, comunque. Che la piccola non aveva più dimenticato, tanto da divenire sempre più introversa e taciturna. Un comportamento, questo, parso assai sospetto agli stessi genitori che hanno iniziato ad interrogarla più volte per capire cosa si nascondesse dietro quei silenzi.

Sono bastate poche parole per svelare i contorni della drammatica vicenda, ma si è reso comunque necessario l’intervento di una esperta di psicologia infantile per far sì che la ragazzina potesse raccontare ogni aspetto, rammentando anche ulteriori episodi che il tempo sembrava aver cancellato. Non era così: proprio le parole della piccola hanno permesso di rilevare che già nel 2005 Vitale si fosse macchiato di orrori simili. Sempre con lei, che aveva appena sette anni.

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Vitale, in effetti, già in passato si era reso responsabile di episodi di questo genere, visto che nei suoi confronti era stato emesso un provvedimento di custodia cautelare per i reati di sottrazione di minore al fine di libidine, violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico. Non solo: risultava noto alle forze dell’ordine anche per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale. Ieri mattina, l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Eva Toscani, su richiesta del pm Myriam Iacoviello. Vitale si trova ora rinchiuso nel carcere di Brindisi.

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