"Accesso ai fondi vittime terrorismo"

BRINDISI - In vista del processo va quantificato il danno subito da ciascuno dei nove feriti nell’attentato alla Morvillo Falcone. E’ per questa ragione che la Dda di Lecce ha delegato polizia e carabinieri di acquisire tutta la documentazione sanitaria, comprese le cartelle cliniche, delle persone incluse nella lista delle parti offese perché hanno riportato lesioni nella strage del 19 maggio scorso, a Brindisi, in cui ha perso la vita la sedicenne mesagnese Melissa Bassi.

La Prefettura di Brindisi

BRINDISI - In vista del processo va quantificato il danno subito da ciascuno dei nove feriti nell’attentato alla Morvillo Falcone. E’ per questa ragione che la Dda di Lecce ha delegato polizia e carabinieri di acquisire tutta la documentazione sanitaria, comprese le cartelle cliniche, delle persone incluse nella lista delle parti offese perché hanno riportato lesioni nella strage del 19 maggio scorso, a Brindisi, in cui ha perso la vita la sedicenne mesagnese Melissa Bassi.

Si tratta di un’attività che sembrerebbe connessa alla conclusione delle indagini preliminari sulla vicenda della Morvillo Falcone, che sembrerebbe ormai imminente.  Anche la Prefettura di Brindisi ha richiesto l’acquisizione delle medesime certificazioni, perché le studentesse che hanno subito lesioni in seguito all’esplosione delle tre bombole fatte esplodere, stando alla confessione, da Giovanni Vantaggiato, 68enne di Copertino ora in carcere per strage, hanno presentato richiesta per accedere ai fondi per le vittime del terrorismo e l’iter per ottenere il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge 206 del 2004 è stato avviato.

Attraverso i propri legali i famigliari dei superstiti della tragedia della scorsa primavera hanno formulato istanza per ottenere il contributo. Si costituiranno, inoltre, parte civile nel processo che sarà richiesto dai magistrati, probabilmente con rito immediato, e che potrebbe avere avvio già all’inizio del prossimo anno.

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Il procuratore della Dda Cataldo Motta, infatti, aveva fatto sapere di attendere unicamente il deposito delle perizie balistiche e sui materiali sequestrati per far partire l’avviso di fine indagine, da notificare al 68enne di Copertino. Stesso iter anche per l’inchiesta bis su Vantaggiato, quella che riguarda il tentato omicidio di Cosimo Parato, ex socio in affari (non sempre leciti, come entrambi hanno ammesso) che è datato 2008. Per quest’ultimo episodio l’unica parte offesa è proprio l’imprenditore agricolo torrese che riportò conseguenze fisiche invalidanti.

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