Acqua e fogna, ma non per tutti

BRINDISI – Minacciano di bloccare i lavori se le loro abitazioni non verranno collegate alla rete idrica. Sono 80 residenti di contrada Torre Rossa, nelle campagne di Tuturano.

Contrada Torre Rossa

BRINDISI – Minacciano di bloccare i lavori se le loro abitazioni non verranno collegate alla rete idrica. Circa 80 residenti di contrada Torre Rossa, nelle campagne di Tuturano, sono sul piede di guerra con l’Acquedotto Pugliese. Una parte di essi, stamane, ha depositato una raccolta firme presso la sede dell’ente di via San Sebastiano, nel rione Sant’Elia.

“Chiediamo semplicemente – dichiara Cosimo Laguercia, fra i promotori dell’iniziativa – che anche le nostre case vengano inserite nel piano dei lavori di realizzazione di un nuovo impianto idrico iniziati due settimane fa”.

Progettati nel 2010 con i fondi messi a disposizione dall’Autorità di Bacino della Puglia, appaltati alla società Edilcos di Lecce, i lavori sono entrati nella fase esecutiva al termine di un lungo e travagliato iter burocratico. In questa prima tranche, verrà costruito l’impianto di fogna bianca. In seconda battuta, si procederà con la realizzazione della fogna nera.

Alcune decine di villette, però, pare siano state escluse dall’area di cantiere. “Siamo disponibili a pagare di tasca nostra – dichiara Laguercia – l’allaccio alla rete idrica. Ma sarà impossibile effettuare l’allaccio se non verranno installate le condutture a ridosso delle nostre abitazioni”. I residenti si sono riuniti ieri sera per decidere sul dà farsi. Stamattina, prima recarsi presso l’Acquedotto Pugliese, hanno incontrato Pasquale Luperti, assessore comunale alle Attività produttive, e l’ingegnere Pietro Cafaro, dirigente dell’ufficio Lavori pubblici.

“Daremo il nostro sostegno ai residenti di contrada Torre rossa – dichiara Luperti – ma l’amministrazione comunale è estranea a questa vicenda. L’ente appaltante dei lavori è stato l’Acquedotto pugliese”. Stando a quanto riferito dai residenti, questa situazione di disagio sarebbe riconducibile alla decisione di formulare il bando di gara secondo il criterio del massimo ribasso.

“Da decenni – dichiara Giovanni Sgura – veniamo trattati come cittadini di serie B. In quest’ultima situazione siamo stati addirittura presi in giro. La gente non ne può più di far fronte, ogni giorno, a innumerevoli disagi”. La raccolta firme, insomma, potrebbe preludere a più incisive manifestazioni di protesta. L’intenzione, a detta di qualcuno, è quella di bloccare i cantieri, fino a quando non si giungerà a una soluzione.

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