Acque Chiare, confisca pure in appello

BRINDISI - La batosta in primo grado arrivò il 14 febbraio 2012, giorno di San Valentino. La conferma quasi un anno dopo, nella tarda serata di oggi: la confisca di tutto il villaggio Acque Chiare è stata confermata in Appello. Le 223 villette, l’albergo, tutto il complesso resta (perché il pronunciamento sia definitivo bisognerà attendere la Cassazione) di proprietà dello Stato.

Il villaggio Acque Chiare

BRINDISI - La batosta in primo grado arrivò il 14 febbraio 2012, giorno di San Valentino. La conferma quasi un anno dopo, nella tarda serata di oggi: la confisca di tutto il villaggio Acque Chiare è stata confermata in Appello. Le 223 villette, l’albergo, tutto il complesso resta (perché il pronunciamento sia definitivo bisognerà attendere la Cassazione) di proprietà dello Stato.

Il Comune di Brindisi non deve un cent ai proprietari che lo avevano citato come responsabile civile e gli avevano chiesto risarcimenti per 700mila euro a testa, in media. La Corte ha confermato la sentenza di primo grado sul villaggio in località Case Bianche, contrada Torre Testa, litoranea nord di Brindisi.

Fu ritenuto, da indagini che portarono nel maggio del 2008 all’esecuzione di un provvedimento di sequestro dell’intero complesso, il frutto di una lottizzazione abusiva.

Restano identiche le pene inflitte in primo grado al costruttore Vincenzo Romanazzi, al notaio che si occupò della gran parte dei rogiti, al progettista Severino Orsan e all’allora capo dell’ufficio tecnico del Comune di Brindisi, Carlo Cioffi. Ai primi due furono inflitti un anno e sei mesi di reclusione, agli altri nove mesi. Per tutti viene applicata la sospensione condizionale della pena  e la condanna in solido al pagamento dei danni alla Regione Puglia, parte civile, alla quale dovranno essere liquidati 15mila euro di spese di costituzione e 50mila euro di provvisionale, con quantificazione rimandata alla sede civile.

Le abitazioni estive furono acquistate da proprietari che in un primo momento furono ritenuti terzi in buona fede e che oggi sono invece imputati per concorso in lottizzazione abusiva negoziale in un processo che e’ in corso a Brindisi. Rideterminate unicamente le sanzioni pecuniarie, come chiesto dal pm Antonio Costantini nell’appello: 55mila euro di ammenda per Romanazzi e Cafaro, 35mila per Cioffi e Orsan.

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