Acque Chiare, il Comune cerca ristori

BRINDISI – Udienza saltata per manifesta incompatibilità del giudice monocratico. In aula, all’avvio di Acque Chiare bis, c’era però l’avvocato del Comune di Brindisi, Viola Messa, lì con la chiara intenzione chiedere al giudice la costituzione dell’ente come parte civile, contro i 222 imputati (proprietari delle villette del villaggio) che rispondono di lottizzazione abusiva negoziale in concorso.

Il villaggio di Acque Chiare sotto confisca

BRINDISI – Udienza saltata per manifesta incompatibilità del giudice monocratico. In aula, all’avvio di Acque Chiare bis, c’era però l’avvocato del Comune di Brindisi, Viola Messa, lì con la chiara intenzione chiedere al giudice la costituzione dell’ente come parte civile, contro i 222 imputati (proprietari delle villette del villaggio) che rispondono di lottizzazione abusiva negoziale in concorso.

Nello stesso processo, rinviato al 12 giugno prossimo, sono imputati anche Vincenzo Romanazzi, il costruttore del complesso, giudicato in primo grado il frutto di una lottizzazione abusiva, e il notaio Bruno Romano Cafaro, accusati di truffa da alcuni acquirenti i cui nomi figurano sia nella lista delle parti offese che nell’elenco di coloro che sono invece alla sbarra.

Il giudice monocratico Francesco Cacucci aveva presentato al presidente del Tribunale richiesta di astensione, per aver fatto parte del collegio giudicante del Tribunale del Riesame di Brindisi che rigettò la richiesta di dissequestro dell’albergo su cui si era già pronunciato negativamente il giudice Francesco Aliffi, colui il quale ha poi letto il dispositivo di primo grado del processo principale al termine del quale (il 14 febbraio scorso) sono stati condannati il costruttore Vincenzo Romanazzi, il notaio Bruno Romano Cafaro, un anno e sei mesi di reclusione più 30mila euro di multa, l’architetto del Comune Carlo Cioffi e l’architetto Severino Orsan condannati a nove mesi più 20mila euro di multa.

Per tutti la sospensione condizionale della pena e la condanna in solido al pagamento dei danni alla Regione Puglia, parte civile, alla quale dovranno essere liquidati 15mila euro di spese di costituzione e 50mila euro di provvisionale, con quantificazione rimandata alla sede civile. Il Comune, quindi, vuole costituirsi parte civile, mentre si attende la determinazione della “stangata” Imu a carico dei proprietari delle case del villaggio, case di cui è stata disposta la confisca, provvedimento non ancora divenuto definitivo.

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