Aggressione all'automobilista che protestava, ostunesi condannati

BRINDISI – Sei mesi di carcere per Raffaele Marseglia, 21 anni, ostunese, difeso dall’avvocato Aldo Gianfreda, e dieci mesi per Giuseppe Morelli, 33 anni, di Ostuni, difeso dall’avv. Francesco Sozzi. I due hanno patteggiato la pena per l’aggressione, le lesioni e le minacce all’imprenditore nautico Luciano Carani e alla sua compagna Mena Charor. Aggressione avvenuta la sera del 27 marzo nei pressi del porto di Villanova per una questione di viabilità.

BRINDISI – Sei mesi di carcere per Raffaele Marseglia, 21 anni, ostunese, difeso dall’avvocato Aldo Gianfreda, e dieci mesi per Giuseppe Morelli, 33 anni, di Ostuni, difeso dall’avv. Francesco Sozzi. I due hanno patteggiato la pena per l’aggressione, le lesioni e le minacce all’imprenditore nautico Luciano Carani e alla sua compagna Mena Charor. Aggressione avvenuta la sera del 27 marzo nei pressi del porto di Villanova per una questione di viabilità.

Il giudice monocratico Perrelli ha accolto la richiesta dei due (Marseglia era stato scarcerato il 30 marzo, mentre Sozzi era stato assegnato agli arresti domiciliari) e il processo nei confronti di questi due violenti si è chiuso. Marseglia resta libero, mentre Sozzi dovrà proseguire la pena agli arresti in casa. E se sgarra torna in carcere.

Erano all’incirca le 22 di un sabato. Carani e la sua compagna, a bordo della loro vettura stavano percorrendo via Petrolla, la strada che costeggia il molo di Villanova. La via era ostruita dalla vettura lasciata in sosta da Sozzi, il quale aveva parcheggiato, senza crearsi problemi, al centro della strada. Carani per poter passare ha dovuto ripetutamente suonare il clacson. Non lo avesse mai fatto. Sozzi gli si è avventato contro e lo ha picchiato.

Pugni, calci e un contorno di minacce. Poi è arrivato anche Marseglia. Altre botte a Carani e anche alla compagna che, nel frattempo chiedeva aiuto, e che alla fine è svenuta. I due, dopo l’aggressione, si allontanano. Arrivano i poliziotti. Carani e Charor vengono portati in ospedale. I malviventi vengono rintracciati in un bar e arrestati.

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Martedì 30 marzo compaiono dinanzi al giudice Perrelli. I loro avvocati chiedono un termine per leggere le carte processuali. Perrelli accoglie la richiesta dell’avv. Gianfreda di scarcerazione di Morelli, e concede i domiciliari a Sozzi. Oggi la sentenza.

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