Altri ordigni pronti tra gli ulivi

COPERTINO – Contrada Conigli, un vecchio uliveto del padre di Giovanni Vantaggiato, in aperta campagna e quasi fuori dal mondo. Qui si addestrava l’uomo che la mattina del 19 maggio ha ucciso Melissa Bassi e ridotto in fin di vita o gravemente ferito altre cinque studentesse di Mesagne. Ci sono arrivati nella tarda mattinata di oggi gli investigatori della Digos e della Squadra Mobile di Brindisi, controllando tutti i possibili luoghi che Vantaggiato potrebbe aver utilizzato per testare i suoi ordigni, come aveva ammesso nel corso dell’ultimo interrogatorio. Quindi non è stato lui a pilotare la polizia sul luogo.

Una delle bombole innescate trovate nell'uliveto di Vantaggiato (ph Giorgio D'Aria)

COPERTINO – Contrada Conigli, un vecchio uliveto del padre di Giovanni Vantaggiato, in aperta campagna tra Leverano e Nardò, e quasi fuori dal mondo. Qui si addestrava l’uomo che la mattina del 19 maggio ha ucciso Melissa Bassi e ridotto in fin di vita o gravemente ferito altre cinque studentesse di Mesagne. Ci sono arrivati nella tarda mattinata di oggi gli investigatori della Digos e della Squadra Mobile di Brindisi, controllando tutti i possibili luoghi che Vantaggiato potrebbe aver utilizzato per testare i suoi ordigni, come aveva ammesso nel corso dell’ultimo interrogatorio. Quindi non è stato lui a pilotare la polizia sul luogo.

E qui, i poliziotti brindisini hanno trovato quasi subito resti di bombole di gpl squarciati dalle esplosioni di prova, ma anche altre due bombole di gas e una bombola da sub già innescate con esplosivo all’interno e innesco elettrico, ed alcuni contenitori di polvere detonante. Mancano, sembra, solo i congegni elettronici per comandare a distanza la deflagrazione. Ecco come avveniva l’innesco. Vantaggiato usava la bombola di gas come guscio dell’ordigno, e la riempiva sino ad un certo livello di esplosivo preparato da lui o con alcuni complici. Poi inseriva un sottile cavo elettrico all’interno, terminante con una piccola lampadina del tipo usato per l’impianto di piccole vetture o motocarri, alla quale aveva prima tolto il bulbo di vetro per lasciare scoperta la resistenza interna. Col telecomando, il commerciante di carburanti non faceva altro che azionare l’accensione della lampadina, e quando la resistenza diventava incandescente al punto giusto, provocava l’esplosione dell’ordigno.

Secondo gli artificieri della questura di Brindisi, le tre bombole trovate integre e già innescate sono del tutto simili a quelle usate per l’attentato del 19 maggio mattina davanti alla scuola Morvillo Falcone. Quindi c’è un mucchio di nuove domande che gli inquirenti devono porre a Vantaggiato: la prima, se era stato lui a preparare le altre tre bombole piene di esplosivo; poi perché, e se aveva un altro obiettivo nella sua lista; terzo, se ha complici. Intanto, dopo i rilievi di polizia scientifica i tre ordigni sono stati fatti brillare all'interno di una buca realizzata da un escavatore fatto giungere sul porto.

I due pm De Nozza e Cataldi protrebbero ascoltare nuovamente Giovanni Vantaggiato nelle prossime ore, alla luce degli esiti di tutti gli accertamenti tecnici condotti nell'uliveto dalla polizia. E' un dato obiettivo la possibilità che Vantaggiato avesse in progetto un nuovo attentato. Le tre bombole erano pronte per essere trasportate a destinazione. Mancavano solo gli interrutori che il comando a distanza avrebbe attivato, che sarebbero stati montati solo sul posto, per evitare che potessero scattare durante il trasferimento in auto. Anche quelle usate per la strage davanti alla scuola sono state certamente innescate solo una volta raggiunti i paraggi della scuola Morvillo Falcone.

Vantaggiato dunque non era affatto un dilettante: sapeva prepare il nitrato di ammonio, una miscela esplosiva molto potente; sapeva confezionare inneschi elettrici con materiali quasi di fortuna, di cui è difficile rintracciare la provenienza proprio perchè sono molto comuni. Si addestrava, aveva dei progetti. Forse non ha mai ceduto a terzi la sua micidiale produzione proprio per starasene al sicuro nell'anonimato relativo che lo circondava. Davanti agli investigatori una pista molto complessa.

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