In piazza il 4 maggio le guardie giurate contro le proposte contrattuali

Manifestazione nazionale il 4 maggio a Roma. In provincia di Brindisi interessati 600 lavoratori, dice l'Agri

BRINDISI - Anche le circa 600 guardie particolari giurate e operatori del controllo sociale di Brindisi si uniranno all'iniziativa di lotta il 4 maggio dei 70.000 lavoratori della vigilanza privata italiana, comandati nei servizi di sicurezza negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni ferroviarie, nelle stazioni delle ferrovie metropolitane e negli altri luoghi pubblici o aperti al pubblico non assicurata dalla forza pubblica. Un ruolo strategico in numerossimi servizi di scorta, controlli di sicurezza negli hub dei trasporti, vigilanza nei centri commerciali, nelle zone industriali, negli istituti di credito in in tanti altri punti sensibili e servizi.

Saranno interessati allo sciopero generale del settore - fa sapere Pierpaolo Esposito presidente dell'Associazione guardie riunite d'Italia (Agri) di Brindisi - indetto dalle associazioni sindacali confederali Filcasms Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil. L'astensione dal lavoro sarà inoltre appoggiata da ulteriori sigle sindacali confederali come la Cisal e dalle maggiori sigle autonome e indipendenti che tutelano i lavoratori del comparto: Saves, Savip, Sinalv Flaica, Clas e  Cinfintesa.

Guardie giurate dell'Ivri fuori dal'aeroporto di Brindisi

I lavoratori della provincia di Brindisi raggiungeranno, con i mezzi messi a disposizione dalle tre sigle sindacali,  piazza Santi Apostoli  a Roma e  parteciperanno alle ore 10 alla manifestazione statica con cui contesteranno le condizioni contrattuali presentati nella piattaforma dalle associazioni datoriali e che riguardano i seguenti punti contestati dai lavoratori.

L'innalzamento da 40 a 45 ore settimanlali dell'orario normale di lavoro per i lavoratori che già operano con turni senza limiti diurni e notturni per 365 giorni l'anno. in difformità alla peculiarità del settore, per cui la tipologia dei servizi e la specificità della figura professionale non può far ricorso a figure improvvisate e/o a prestazioni occasionali, invece, si vuole ricorrere al lavoro a chiamata e intermittente, inserendo le flessibilità previste dal job act.

Non si vuole più garantire dalle parti datoriali la continuità occupazionale ed il mantenimento delle condizioni normative ed economiche nei passaggi di cantiere e appalto (pubblico e privato). Ci sono poi l'attribuzione a carico dei lavoratori dei primi tre giorni di malattia e la riduzione del periodo di comporto utile ai fini della conservazione del posto di lavoro. Il non riconoscimento di alcun aumento salariale, per un rinnovo contrattuale scaduto da oltre tre anni e comunque già peggiorativo del precedente contratto 2006/2008.

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