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Anche Veronica a casa. Incubo finito

MESAGNE - Finalmente il giorno tanto atteso del ritorno a casa è arrivato. Veronica Capodieci, la più grave delle ferite nell'attentato all'istituto secondario di Brindisi "Francesca Morvillo Falcone", nel tardo pomeriggio ha potuto varcare nuovamente la soglia della sua casa a Mesagne insieme ai genitori, la sorella Vanessa (anche lei coinvolta nell'esplosione della bomba del 19 maggio 2012) e il fratellino, facendo ritorno da Pisa. Ad attendere la ragazza anche il sindaco della città Franco Scoditti e vari parenti.

Maristella De Michele 4 agosto 2012

MESAGNE - Finalmente il giorno tanto atteso del ritorno a casa è arrivato. Veronica Capodieci, la più grave delle ferite nell'attentato all'istituto secondario di Brindisi "Francesca Morvillo Falcone", nel tardo pomeriggio ha potuto varcare nuovamente la soglia della sua casa a Mesagne insieme ai genitori, la sorella Vanessa (anche lei coinvolta nell'esplosione della bomba del 19 maggio 2012) e il fratellino, facendo ritorno da Pisa. Ad attendere la ragazza anche il sindaco della città Franco Scoditti e vari parenti.

Due mesi e mezzo di lotta contro la morte in un letto d'ospedale. Nelle primissime ore dopo l'attentato all'Antonio Perrino di Brindisi, poi al Vito Fazzi di Lecce e dal 24 di maggio scorso all'ospedale universitario pisano di Cisanello, dove e' stata ricoverata fino a pochi giorni fa, prima del trasferimento in un centro di riabilitazione a Cascino Terme, sempre in Toscana.

Ieri a Veronica Capodieci, finalmente, è stato comunicato che le sue condizioni erano buone e che poteva far rientro in Puglia, nella sua città a Mesagne. Un lungo viaggio, quello intrapreso stamane dalla famiglia Capodieci che hanno fatto ritorno in auto. Da qualche ora Veronica Capodieci può rivedere la luce della sua città.

Un incubo che sembrava non dovesse passare. Lunghe settimane legata solo ad un filo di speranza dopo la bomba fatta esplodere da Giovanni Vantaggiato, il commerciante di carburanti di Copertino reo confesso. Tre bombole usate come guscio per una miscela esplosiva, attivate con un dispositivo a distanza. Erano le 7.42 circa di quel maledetto sabato 19 maggio 2012. Le studentesse erano scese dal pullman proveniente da Mesagne pochissimi minuti prima.

La sedicenne Melissa Bassi non sopravvisse all'esplosione. Veronica ce l'ha fatta, contro ogni paura di cedimento e di complicazioni. Le condizioni della studentessa 15enne erano quasi disperate. Lei però è stata più forte.

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