Appropriazione indebita, assolto amministratore di condominio

Il Tribunale: "Non ha commesso il fatto". La Procura di Brindisi aveva chiesto la condanna a un anno e quattro mesi: contestava ammanchi per 22.854 dal fondo cassa versati dai residenti di una palazzina di viale Porta Pia, rione Santa Chiara

BRINDISI – Due anni di udienze prima di arrivare all’assoluzione di un amministratore di condominio, finito sotto processo con l’accusa di appropriazione indebita aggravata per 23mila euro, ai danni dei residenti di una palazzina del rione Santa Chiara di Brindisi: per il Tribunale C.M, 70 anni, non ha commesso il fatto.

mauro durante-2La sentenza, pronunciata nella giornata di ieri, dal giudice Simone Orazio dà ragione all’avvocato Mauro Durante (nella foto a sinistra) che ha difeso l’imputato tratto a giudizio dal sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro, a conclusione delle indagini preliminari partite dalla denuncia di un commercialista a cui si era rivolto uno dei condomini della palazzina che si affaccia in viale Porta Pia nel momento in cui aveva studiato la contabilità rilevando un “buco”.

Il pm ha confermato l’impostazione iniziale e ha chiesto la condanna alla pena di un anno e quattro mesi, con il riconoscimento del beneficio della sospensione. Con accusa identica ha dato parere favorevole, nei mesi scorsi, al patteggiamento della pena per un altro amministratore dello stesso condominio. Anche quest’ultimo è finito sotto inchiesta dopo la denuncia sporta dai residenti, secondo i quali durante i periodi riconducibili alle gestioni di entrambi, ci sarebbero stati degli ammanchi dal fondo cassa comune.

C.M, nato e residente a Brindisi, ha scelto di affrontare il processo ordinario e nel corso delle udienze, la difesa ha inteso dimostrare che il professionista in più di trent’anni di attività ha sempre ottenuto una condotta corretta e che, con particolare riferimento al periodo oggetto di contestazione, non è mai entrato in possesso del denaro.

L’appropriazione indebita è stata contestata a partire dall’anno 1997 fino al 30 novembre 2009 “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, per procurare a sé un ingiusto profitto”, pari alla somma non trovata in cassa: 22.854,64. Con l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante entità e del rapporto fiduciario.

Come parte offesa, il pm aveva indicato il condominio di viale Porta Pia nella persona dell’attuale amministratore. Per il Tribunale non c’è stata alcuna appropriazione indebita. Le motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni.

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