Archiviata accusa di truffa nei confronti di commercianti latianesi

LATIANO – Prosciolti tre latianesi dall’accusa di truffa aggravata. L’ha deciso il giudice per le indagini preliminari Valerio Fracassi, accogliendo la richiesta avanzata dai legali degli imputati, avvocati Fabio Patarnello, Dario Vitale e Stefano Maggio, e quindi ha archiviato l’accusa nei confronti di Vincenzo Catanzaro, 71 anni, della moglie Cotrina De Fazio, 62 anni, e del loro figlio Luigi, 42 anni.

Latiano

LATIANO – Prosciolti tre latianesi dall’accusa di truffa aggravata. L’ha deciso il giudice per le indagini preliminari Valerio Fracassi, accogliendo la richiesta avanzata dai legali degli imputati, avvocati Fabio Patarnello, Dario Vitale e Stefano Maggio, e quindi ha archiviato l’accusa nei confronti di Vincenzo Catanzaro, 71 anni, della moglie Cotrina De Fazio, 62 anni, e del loro figlio Luigi, 42 anni.

I tre sono titolari della società “Erika Srl” con sede in Latiano, proprietaria di dodici piccoli negozi di generi alimentari sparsi sul territorio della cittadina. Società che un anno fa finisce nel mirino della Guardia di Finanza. E’ una scelta a campione fatta dalla Fiamme gialle per verificare che le tante imprese che attingono ai fondi previsti dalla legge 488 siano utilizzati realmente per avviare le iniziative prospettate al momento della presentazione della domanda.

La “Erika” il finanziamento di 350mila, da erogare in quattro rate, lo aveva chiesto per la realizzazione di un panificio nel quale avrebbe dato lavoro a tredici persone. Vengono erogate le prime tre rate. Le indagini partono  in occasione del terzo rateo, che è di centomila euro.

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Secondo gli accertamenti delle fiamme gialle il denaro ricevuto per il panificio in parte è stato destinato ad un’attività di macelleria. La quarta rata viene bloccata e i tre finiscono sotto inchiesta. La pubblica accusa chiede il rinvio a giudizio. Ma il giudice per le indagini preliminari, vista la documentazione depositata dai difensori e sentite le loro argomentazione, ha deciso per l’archiviazione perché i Catanzaro non avevano commesso nulla di illecito.

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