Armati e pronti per la rapina: arrestati

OSTUNI - Nel mirino pare avessero una gioielleria nel centro della Città bianca. Armati di pistola a salve, buste della spesa e rudimentali manette per immobilizzare i polsi delle vittime predestinate, tre giovani brindisini erano pronti a mettere a segno il colpaccio in trasferta, pianificato nei particolari. Quello che non potevano immaginare è che ogni loro spostamento nel centro cittadino fosse stato per l’intera mattinata monitorato dagli investigatori del locale commissariato di polizia, diretti dal vice questore Francesco Angiuli, che avendo acquisito informazioni sulla presenza sospetta in zona di una Fiat 500 con a bordo tre ragazzotti, avevano predisposto un apposito servizio di sorveglianza e antirapina, piazzando poliziotti in borghese nei siti ritenuti sensibili tra via Vittorio Continelli e via Pepe: l’agenzia del Banco di Napoli, la gioielleria “Pignatelli” e la Banca di credito cooperativo.

La polizia in via Continelli

OSTUNI - Nel mirino pare avessero una gioielleria nel centro della Città bianca. Armati di pistola a salve, buste della spesa e rudimentali manette per immobilizzare i polsi delle vittime predestinate, tre giovani brindisini erano pronti a mettere a segno il colpaccio in trasferta, pianificato nei particolari. Quello che non potevano immaginare è che ogni loro spostamento nel centro cittadino fosse stato per l’intera mattinata monitorato dagli investigatori del locale commissariato di polizia, diretti dal vice questore Francesco Angiuli, che avendo acquisito informazioni sulla presenza sospetta in zona di una Fiat 500 con a bordo tre ragazzotti, avevano predisposto un apposito servizio di sorveglianza e antirapina, piazzando poliziotti in borghese nei siti ritenuti sensibili tra via Vittorio Continelli e via Pepe: l’agenzia del Banco di Napoli, la gioielleria “Pignatelli” e la Banca di credito cooperativo.

Così,  pochi minuti prima che la giovanissima banda entrasse in azione, gli agenti hanno circondato l’utilitaria e bloccato la comitiva:  Davide Piliego (classe 1992, volto noto della malavita brindisina dedita alle rapine),  Cosimo Leone (classe 1991, anch’eglim noto alle forze dell’ordine)  e Piero Nani  (appena diciottenne, incensurato).

I tre giovani sono ritenuti responsabili di flagrante ricettazione e di tentata rapina ai danni della gioielleria “Pignatelli”, nel centro della Città Bianca. Il blitz delle forze dell’ordine è scattato attorno a mezzogiorno, in pieno centro. All’esito di una concitata azione, le forze di polizia sono riuscite a braccare il gruppetto e ad immobilizzarlo poco prima che facesse irruzione presso il negozio di oreficeria.

A dare l’allarme erano stati gli stessi commercianti della zona, insospettiti dalla strana ronda effettuata dai banditi a bordo della “Fiat 500” di colore verdino. E’ stato sufficiente controllare attraverso la banca dati della polizia la titolarità dell’auto per comprendere che la stessa era stata rubata la sera prima a Brindisi, ai danni di un turista napoletano. Da lì gli agenti hanno compreso le intenzioni del gruppetto, tenuto sotto controllo con l’ausilio anche delle telecamere di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali viale Pola e dintorni.

A mezzogiorno, quando i tre giovanotti parevano decisi a entrare in azione, gli agenti hanno rotto gli indugi, bloccando l’auto all’imbocco di via Continelli. Al volante della vettura c’era Leone: proprio lui che la patente neppure la possiede. Al suo fianco il leader del gruppo, Davide Piliego, armato di rivoltella a salve e reduce da una rapina messa a segno nel marzo scorso presso la gioielleria “Epoca Gioielli”, in corso Roma a Brindisi.

Sul sedile posteriore, invece, il novello del gruppo. Alle spalle s’erano lasciati per alcune ore il rione “Perrino”, dove risiedono due del trio. Ma la trasferta nella Città bianca per loro si è conclusa in manette. Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi presso il commissariato di Pubblica sicurezza di Ostuni, gli agenti hanno mostrato il materiale sottoposto a sequestro: la rivoltella giocattolo, sei buste di plastica, un cacciavite, e persino una colla speciale che spalmata sui polpastrelli consente di non lasciare impronte. Uno sforzo inutile, visto che nella trappola della polizia ci sono finiti in flagrante.

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A margine degli interrogatori, messi alle strette, i tre giovani avrebbero ammesso che il loro obiettivo era la gioielleria Pignatelli, già peraltro presa d’assalto dai rapinatori nella primavera del 2009. Il tempo della confessione, poi il gruppetto è stato condotto presso la Casa circondariale di Brindisi, a disposizione del sostituto procuratore di turno, la dottoressa Valeria Farina Valaori.

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