Armi, estorsioni e droga, fine dell’inchiesta: in 33 rischiano il processo

Accuse confermate per i fratelli Paolo e Luigi Guadadiello di Torchiarolo. In elenco anche l’ex portiere del Lecce, Davide Petrachi

TORCHIAROLO – Accuse confermate a conclusione dell’inchiesta della Dda di Lecce, chiamata Orione, nei confronti di 33 persone: ruolo di primo piano è stato contestato ai fratelli Paolo e Luigi Gadaudiello di Torchiarolo, 31 e  37 anni, accusati di essere stati alla testa di un’associazione finalizzata al traffico di droga, sodalizio che avrebbe avuto anche la disponibilità di armi ed esplosivi e alla quale sarebbero riconducibili estorsioni, in alcuni casi aggravate dal metodo mafioso.

Incontro tra i Gaudadiello ed esponenti di altri gruppi-2-2-2

Gli avvisi di conclusione

Entrambi rischiano di finire sotto processo, così come l’ex portiere del Lecce calcio, Davide Petrachi, arrestato assieme ai fratelli del Brindisino lo scorso 20 marzo e poi rimesso in libertà su pronuncia del Riesame che annullò per lui il provvedimento di custodia cautelare. Paolo Gaudadiello è stato già condannato per estorsione alla pena di sei anni di reclusione, mentre Luigi a 16 anni per concorso in omicidio. Per Petrachi le accuse sono di spaccio.

Fonti di prova, stando a quanto si legge negli avvisi di chiusura notificati nei giorni scorsi, le intercettazioni anche in occasione nei colloqui in carcere tra i detenuti e i familiari. Alle conversazioni hanno fatto seguito una serie di sequestri di sostanze stupefacenti da parte dei carabinieri. La decisione sul passo successivo, spetta i pm Guglielmo Cataldi della Direzione distrettuale antimafia di Lecce e Maria Vallefuoco, della procura ordinaria salentina.

Gli indagati

I pm a questo punto potranno esercitare l’azione penale chiedendo al gip il rinvio al giudizio del Tribunale, non prima dei prossimi venti giorni. In questo lasso di tempo, i difensori degli indagati potranno chiedere che i propri assistiti siano indagati oppure domandare approfondimenti in relazione ad alcuni aspetti o ancora depositare memorie.

Gli avvisi sono stati notificati a: Vincenzo Amato, 41 anni, di Scorano; Giuseppe Angelino, 25, di Guagnano; Lorenzo Antonaci, 32, di Borgagne; Francesco Bongiorno, 49; Roberto Fuso, 38; Michele Serafino, 51; Pietro Sparapane, 46; Stefano Parapane, tutti residenti a Lecce. E ancora: Armando Capocelli, 33, di Maglie; Antonio De Iaco, 35, di Sanarica; Fabrizio De Mitri, 39, di Botrugno; Carmine De Rinaldis, 41, di Santa Cesarea Terme; Luigi Fusco, 62, di San Cataldo; Virginio Gnoni, 48, di Nociglia; Alessandro Greco, 39, di Cutrofiano.

Il tribunale e la procura di Lecce

Notifiche anche per: Antonio Roberto Guadadiello, 36, di Torchiarolo; Marco Maggio, 28, di Trepuzzi; Paolo Merico, 34, di Poggiardo; Vittorio Tunno, 37; Cosimo Miggiano, 37; Francesco Zampilli, 58; Andrea Caputo, 40, di Muro Leccese; Alina Elena Mihailescu, 35, e Sergio Pede, 43, entrambi di Otranto; Alfredo Mazzeo, 51 e Giuseppe Nuzzo, 48, tutti e tue residenti a Cursi; Antonio Tomasi, 48, e Paolo Domenico Serra, 59, di Carpignano Salentino; Antonio Zezza, 29, di Ruffano, e Salvatore Stomeo e Christian Stomeo, 25, entrambi di Martano.

La droga e le armi

Le indagini hanno fatto emergere approvvigionamenti dai canali esteri presenti in Spagna, Albania e Tunisia, Paesi mete di viaggi di Cosimo Miggiano, ritenuto uomo di fiducia di Amato. Nel periodo di inchiesta sono stati sequestrati hashish, cocaina, eroina, quattro detonatori, due ordigni esplosivi artigianali, un AK-47 Kalashnikov, cinque pistole e relativo munizionamento.

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