Cliente stalker terrorizzava i dipendenti di una sala giochi: arrestato

Eseguita un'ordinanza di custodia cautelare. L'indagato, un brindisino di 42 anni, pretendeva somme di denaro per effettuare le giocate. Un lavoratore è finito in Pronto soccorso a seguito di un'aggressione

BRINDISI – Pretendeva somme di denaro per fare le giocate e se qualcuno osava contraddirlo, passava alle maniere brusche. Il livello di stress raggiunto dai dipendenti di una sala giochi e centro scommesse (Vlt) di Brindisi a causa di un cliente violento era tale che gli stessi, pur di non avere a che fare con quella persona, avevano chiesto un contratto “part time” rispetto a quello in essere a tempo pieno. Il presunto stalker, un brindisino di 42 anni, è stato arrestato dai poliziotti della Sezione volanti della questura di Brindisi al comando del vicequestore Vincenzo Maruzzella, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari emessa dal gip del tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, su richiesta del pm, Raffaele Casto. L’uomo deve rispondere dei reati di stalking e violenza privata.

Le indagini, condotte dagli stessi poliziotti della Sezione volanti, sono scaturite dalla denuncia sporta da un dipendente a seguito di un’aggressione che lo ha costretto a recarsi in Pronto soccorso. Sulla base di quanto accertato dagli inquirenti, l’indagato ha iniziato a frequentare la sala Vlt all’inizio dell’anno, ma ben presto, piuttosto che continuare a tentare la fortuna con le macchinette, avrebbe iniziato ad assumere un atteggiamento vessatorio verso i dipendenti e anche verso i clienti, ignaro che le telecamere di videosorveglianza interna riprendevano tutto. 

Il 42enne, da quanto emerge dalle indagini, pretendeva somme di denaro dai dipendenti per poter effettuare le sue giocate. Se contraddetto, reagiva con violenza. “Questo  - si legge in una nota della questurs - come innalzamento progressivo del livello di tensione e esercizio di pressione verso i dipendenti, iniziato in precedenza con il danneggiamento di alcuni monitor tv presenti nella sala”.

Dopo la denuncia sporta dal lavoratori finito in Pronto soccorso, i poliziotti hanno acquisito le immagini riprese dalle telecamere. Nel giro di qualche giorno gli inquirenti hanno sentito tutti i dipendenti del centro. Questi in un primo momento hanno tentato di sminuire la reale portata della vicenda. Ma in una serie di incontri successivi gli agenti hanno mostrato agli stessi lavoratori le immagini e hanno chiesto di chiarire cosa fosse accaduto, al di là di ciò che poteva intendersi dalla visione di quei fotogrammi. 

A quel punto i dipendenti hanno cominciato a parlare “dell clima di timore  - si legge ancora nella nota degli investigatori - costruito all’interno dell’agenzia da parte dell’arrestato”. In particolare gli investigatori sono rimasti colpiti dall’ammissione dell’intero personale di aver chiesto il passaggio al rapporto di lavoro part time, solo per poter ridurre i tempi di presenza sul posto di lavoro: una perdita economica secca piuttosto che subire offese era una richiesta di aiuto che non poteva essere in alcun modo sottovalutata. 

Di fronte alle notizie acquisite e al quadro che si era delineato, sono iniziati una serie di controlli per verificare gli avventori presenti nelle varie sale giochi e scommesse della città. Ebbene i poliziotti hanno appurato che il 42enne, in diverse circostanze, si trovava all’interno della sala Vlt in questione.

Da quanto accertato dagli inquirenti, l’indagato avrebbe minacciato i dipendenti di ritorsione certa non solo verso di loro, ma anche verso i loro congiunti, qualora riferissero circostanze per lui sfavorevoli anche solo alla direzione della ditta. Nel fascicolo dell’inchiesta sono finiti anche gli interventi che una guardia giurata ha effettuato nella sala scommesse, a seguito della decisione presa dalla direzione di ricorrere a un istituto di vigilanza, per tutelare i lavoratori. 

Sulla base dei riscontri raccolti dagli investigatori, dunque, il pm ha chiesto la misura cautelare a carico dell’indagato. Dopo l’accoglimento di tale istanza da parte del gip, gli agenti hanno arrestato il 42enne in regime di domiciliari con il divieto di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitano. 

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