Assalto al portavalori del Mc Donald's: Pupino ai domiciliari

Rimproverato al telefono da Lagatta: “Non hai risposto”. Compenso pari a 50 euro

BRINDISI – Alla vigilia del processo e del ricorso in Cassazione dopo il blitz Alto impatto, ha ottenuto i domiciliari Diego Pupino, brindisino, 23 anni, accusato di essere stato il "palo" in occasione dell’assalto al portavalori Cosmopol, davanti al Mc Donald’s, del centro commerciale BrinPark, il 6 novembre dello scorso anno.

L’attenuazione della misura

PUPINO Diego, classe 1995-3Il giudice di fronte al quale sarà giudicato in abbreviato ha accolto l’istanza presentata dal difensore Daniela D’Amuri (nella foto in basso) la stessa penalista che ha impugnato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai carabinieri lo scorso 15 marzo. I domiciliari sono stati riconosciuti dal gup Stefania de Angelis, il quale  si pronuncerà con sentenza sulla posizione di Pupino e su quella di undici imputati, per i quali il pubblico ministero Simona Rizzo, titolare dell’inchiesta nata sulla cosiddetta guerra di mala, ha ottenuto il giudizio immediato.

Secondo il gup sono da considerarsi attenuate le esigenze cautelari nei confronti di Pupino, per il quale il 17 luglio è fissata l’udienza in Cassazione. Agli Ermellini, la penalista D’Amuri ha presentato ricorso dopo che il Tribunale del Riesame aveva confermato la misura della custodia in carcere. A distanza di qualche giorno avrà inizio il processo a Brindisi.

L’assalto al portavalori

Pupino è considerato il palo del gruppo che, sempre nella ricostruzione dell’accusa, avrebbe assaltato il portavalori, la mattina del 6 novembre 2017, attorno alle 10. L’imputato avrebbe dovuto segnalare il passaggio del portavalori della società Cosmopol e per questo, la sera precedente, Antonio Lagatta, considerato la mente del piano, lo convocò in piazza Cairoli spiegandogli cosa avrebbe dovuto fare e dove. Dalle 9 alle 12,43, Pupino sarebbe rimasto fermo in via Goito, una traversa di via Togliatti, strada dalla quale è raggiungibile il centro commerciale BrinPark.

Questo nella ricostruzione dell’accusa, imbastita sulla base delle immagini del sistema di videosorveglianza del McDonald’s e le intercettazioni telefoniche tra gli indagati, nei cui confronti era in corso l’inchiesta sulle sparatorie e gli attentati incendiari iniziati a Brindisi lo scorso mese di settembre.

L’azione  in quattro minuti

daniela d'amuri-11I rapinatori, stando a quanto emerge dal provvedimento di arresto, “arrivano al centro commerciale a bordo una Giulietta Alfa Romeo alle 10,14, due minuti dopo il conducente si accosta all’ingresso del McDonald’s lato sinistro, a poca distanza dal portavalori e alle 10,17 due dei tre occupanti escono dall’abitacolo con il volto nascosto da passamontagna e alle 10,18 rientrano con il bottino”. Somma pari a 25mila euro, inferiore rispetto a quanto sperava il commando, del quale avrebbero fatto parte altri due brindisini al momento non ancora identificati.

L’intercettazione

La telefonata considerata di rilievo ai fini dell’accusa è quella intercettata alle 13 successive, quando Lagatta contatta Pupino e gli descrive la dinamica, partendo dal fatto che non aveva risposto: “Mannaggia, meno che male che abbiamo improvvisato noi”. E Pupino: “A me la chiamata non è arrivata, ma io stavo sveglio, non ti dico una bugia”, aggiunge.

Il timore dell’altro, a quanto pare, era legato al fatto che potesse addormentarsi. Per il ruolo di palo, Lagatta gli avrebbe riconosciuto un mini compenso: “Ti ho lasciato 50 euro”. Agli altri, invece, la somma sarebbe stata corrisposta in parti uguali dividendo il bottino, pari a circa settemila euro. “Noi pensavano 30-40mila euro”, dice. E aggiunge: “Mi sono chiuso le dita dentro la porta”.

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