Gioielleria Ipercoop, un minuto di terrore: trovate tracce biologiche, auto rubata a Taranto

Collegamenti con le rapine nelle oreficerie Ipercoop di Taranto e Auchan di Mesagne. Rete di complici e ricettatori

BRINDISI – Un minuto di terrore. Sessanta secondi di paura di fronte ai tre banditi armati di fucile e piccone, piombati davanti al bancone de “La Gioielleria” all’interno della galleria commerciale Ipercoop di Brindisi. Azione rapidissima, stando al filmato, ma non per questo esente da errori perché sarebbero state isolate tracce biologiche importanti ai fini delle indagini: potrebbero consentire di dare un nome ai rapinatori.

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Le tracce biologiche: possibile errore dei banditi

I reperti sono stati affidati agli agenti della Scientifica. Si tratterebbe di frammenti di impronte miste a sudore, ritenuti utili ai fini dell’esame del Dna, equivalenti a una firma lasciata dagli autori per distrazione. Involontariamente. Sarebbero stati isolati su alcuni frammenti di vetro delle teche e su un’ascia abbandonata sul pavimento nella fuga, subito dopo aver preso i gioielli custoditi nelle vetrine, sotto lo sguardo atterrito dei clienti. C’era ancora gente la sera del 30 aprile scorso, quando c’è stata l’irruzione. C’erano le famiglie impegnate nella spesa per il ponte del primo maggio.

Incendio Renault Clio rapina La Gioielleria Ipercoop-2

L’auto rubata a Taranto

Uno dei tre avrebbe indossato un giubbotto con la scritta “carabinieri” non originale, ma riprodotta. Tutti avevano il volto coperto. Sono arrivati e sono fuggiti a bordo di una Renault Clio, guidata da un quarto uomo: l’utilitaria è risultata rubata a Taranto il 14 aprile 2017, stando alla denuncia. E’ stata data alle fiamme mezz’ora dopo il colpo, abbandonata nella campagne in località Restinco. A quanto si apprende, gli indumenti e le armi usate, sarebbero state lasciate nell’utilitarie e quindi distrutte dall’incendio. (Nella  foto di Salvatore Barbarossa la Clio incendiata).

Unica pista con altri due assalti: a Mesagne e Taranto

Ma qualcosa, secondo gli investigatori, la Clio può dirla: sarebbe rilevante, infatti, il luogo in cui è stata rubata, Taranto, perché potrebbero esserci collegamenti con l’assalto dalle modalità identiche consumato nella gioielleria Follie d’Oro del centro commerciale Ipercoop del capoluogo ionico, la mattina del 24 aprile scorso.

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Non è escluso che siano stati gli stessi o che gli autori facciano parte di un unico gruppo. L’ipotesi investigativa è avvalorata dalla circostanza legata all’auto usata per l’assalto a Taranto: in quel caso è stata usata una Fiat Bravo rubata qualche giorno prima a Brindisi.

Ad agire, in questa occasione, tre persone più un quarto nel ruolo di autista: indossavano tute di colore bianco, simili a quelle degli operai, erano armati di asce usate per spaccare le vetrate. Azioni rapidissima, ripresa dalle telecamere del sistema di videosorveglianza del centro commerciale. L’abbigliamento usato è ritenuto elemento rilevante ai fini di un ulteriore collegamento, quello con l’assalto avvenuto l’8 marzo scorso nella gioielleria della galleria Auchan di Mesagne, attorno alle 15. In tre tute, con tute bianche, hanno fatto incetta di preziosi e sono fuggiti a bordo di una Bmw di colore nero, imboccando la complanare.

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La rete di complici: i ricettatori

Sono pezzi del puzzle che gli investigatori stanno cercando di unire per arrivare all’identificazione del gruppo, partendo da un convincimento: gli autori sono di Brindisi. E per questo sono state già eseguite una serie di perquisizioni. Le indagini sono estese anche alla possibile rete di complici, a cominciare dai ricettatori e, in questo caso, non è escluso che il bottino derivante dai tre colpi sia stato già affidato a più di qualcuno anche fuori dalla provincia per essere piazzato. Probabilmente residente in regioni del Nord.

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