Assedio al Porticciolo: rubate quattro barche in sette giorni

OSTUNI - Ladri in azione, infatti, all’interno del golfo di Villanova: in sette giorni rubate quattro barche. Ed è allarme rosso tra i pontili del porto. Nel mirino dei banditi, quattro, sfortunati diportisti, vittime nei giorni scorsi di altrettanti clamorosi furti, perpetrati di giorno e di notte. A denunciare il furto sono stati i legittimi proprietari delle imbarcazioni, una volta giunti al molo e resisi conto che dei loro natanti non v’era più traccia. A seguito delle denunce piovute presso il Commissariato di Pubblica sicurezza della Città bianca e presso la locale Caserma dei Carabinieri, sono state avviate le indagini.

Il porticciolo di Villanova e sullo sfondo il castello

OSTUNI - Ladri in azione, infatti, all’interno del golfo di Villanova: in sette giorni rubate quattro barche. Ed è allarme rosso tra i pontili del porto. Nel mirino dei banditi, quattro, sfortunati diportisti, vittime nei giorni scorsi di altrettanti clamorosi furti, perpetrati di giorno e di notte. A denunciare il furto sono stati i legittimi proprietari delle imbarcazioni, una volta giunti al molo e resisi conto che dei loro natanti non v’era più traccia. A seguito delle denunce piovute presso il Commissariato di Pubblica sicurezza della Città bianca e presso la locale Caserma dei Carabinieri, sono state avviate le indagini.

Tra i derubati anche un diportista di passaggio, vittima di un episodio singolare quanto disdicevole. Al porto di Villanova sarebbe approdato a causa di un lieve malore. Soccorso a terra da un’ambulanza del servizio 118 e trasferito presso l’ospedale di Ostuni, l’uomo si sarebbe ripreso dopo le cure dei sanitari. Rientrato in porto, l’amara sorpresa: la sua barca era svanita nel nulla.

L’attività di indagine, avviata dalle forze dell’ordine, ha consentito ad oggi di rinvenire soltanto una delle barche sottratte furtivamente dalle acque del porto. L’imbarcazione in questione è di proprietà di un noto ed affermato professionista del posto, il veterinario Vito Magli. La sua barca è stata rintracciata il giorno successivo alla denuncia del furto, a sud del capoluogo pugliese, in prossimità del porto di Mola di Bari. L’attività investigativa prosegue su più fronti, al fine di individuare gli autori delle incursioni.

E proprio seguendo la pista che ha portato al ritrovamento di uno dei quattro natanti, gli investigatori non escludono di giungere quanto prima a fare luce sulla misteriosa e clamorosa scia di furti. Polizia e personale dell’Arma avrebbero già visionato le immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso dell’impianto di videosorveglianza in funzione all’interno dell’area del porto.

Gli inquirenti ritengono plausibile che ad agire in tutte e quattro le circostanze sia stata un’unica organizzazione, che avrebbe beneficiato del contributo e della fattiva collaborazione di un basista o di un palo ben informato sui movimenti all’interno del bacino portuale. Gli investigatori non escludono che le azioni siano state orchestrate da criminali specializzati nel cavallo di ritorno. Così pure, però, si ipotizza l’esistenza di un fiorente mercato illegale della nautica da diporto. Nel mirino dei banditi, non a caso, sono finite piccole barche, facilmente piazzabili sul circuito delle compravendite. Non da poco il danno. Il valore commerciale delle barche rubate, infatti, oscilla dalle 20.000 alle 25.000 euro.

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A margine di quest’ultimi episodi, starebbe crescendo inevitabilmente la tensione tra gli operatori del porto e tra i proprietari delle barche ormeggiate nel golfo. Potenziate le misure di sicurezza. Le indagini intanto proseguono lungo l’asse Ostuni-sud barese, nella convinzione che il ritrovamento lungo il litorale di Mola di Bari di una delle quattro barche non rappresenti una semplice casualità.

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