Assistenza disabili, i cattivi fuori

S.VITO DEI NORMANNI – Non solo il personale del servizio di integrazione scolastica – l’assistenza agli studenti disabili – passerà da 23 a 10, ma nel nuovo capitolato dell’appalto ad una impresa esterna il Comune di S. Vito dei Normanni, impone la selezione degli operatori tra quelli che già lavoravano nel servizio, ma con l’esclusione di coloro che hanno contenziosi di lavoro con l’amministrazione civica. In altre parole, chi dopo la vertenza dello scorso aprile non ha chiuso la partita, non ha diritto a partecipare alla lotteria per entrare nel gruppo dei fortunati.

Il municipio di S.Vito

S.VITO DEI NORMANNI – Non solo il personale del servizio di integrazione scolastica – l’assistenza agli studenti disabili – passerà da 23 a 10, ma nel nuovo capitolato dell’appalto ad una impresa esterna il Comune di S. Vito dei Normanni impone la selezione degli operatori tra quelli che già lavoravano nel servizio, ma con l’esclusione di coloro che hanno contenziosi con l’amministrazione civica. In altre parole, chi dopo la vertenza dello scorso aprile non ha chiuso la partita, non ha diritto a partecipare alla lotteria per entrare nel gruppo dei fortunati.

La discriminazione è chiara, ed ora si attende la risposta del sindacato che ha condotto la vertenza in primavera, il Nidil Cgil. Il taglio al personale del servizio e alle ore in cui lo stesso dovrà essere svolto sono di per sé abbastanza pesanti, e a ciò si aggiunga la clausola discriminatoria. In precedenza il servizio veniva svolto per 40/20 ore, adesso si passa a 12. Prima era in gestione diretta, ora è stato esternalizzato.  Le ripercussioni sull’assistenza – e sul diritto allo studio – dei ragazzi disabili saranno pesanti.

E’ stato lo stesso Comune ad informare il sindacato dei cambiamenti, spiegando che in attesa della approvazione da parte della Regione Puglia, con deliberazione da parte del coordinamento istituzionale, delle modifiche alla programmazione del Piano sociale di zona, l’amministrazione civica di S. Vito ha ritenuto di avviare provvisoriamente il servizio con propri fondi di bilancio, e con un affidamento diretto dell’appalto basato sul cottimo fiduciario, per 10 unità e 12 ore di prestazione.

La clausola che ha fatto sobbalzare il sindacato dice: “L’affidatario dell’appalto è tenuto, pena la revoca dell’appalto stesso, a dare precedenza nel reclutamento del personale a chi ha già svolto per conto dell’ente appaltante l’attività di assistenza scolastica disabili, mediante contratto di collaborazione coordinata e continuativa, purché non abbia contenzioso in atto con il Comune di S. Vito dei Normanni”.

Bisogna ritornare ai fatti di aprile, e ad una bozza di accordo tra Cgil e amministrazione comunale per capire gli effetti della clausola. Il Comune aveva accettato, al culmine della vertenza, di riconoscere ai 23 operatori pro tempore il diritto all’inquadramento con il contratto collettivo nazionale di lavoro al posto dei contestatissimi contratti di collaborazione coordinata e continuativa da 450 euro al mese per 40 ore settimanali impugnati dai lavoratori. Il sindaco Alberto Magli preannunciò però al sindacato che per garantire tali condizioni, economicamente insostenibili per il Comune, bisognava trasferire all’esterno la gestione del servizio.

La Cgil accettò, a patto che non fosse toccato un solo posto di lavoro. Adesso il Comune fa sapere che quell’accordo, almeno nell’avviamento provvisorio del servizio prevede un taglio di oltre la metà del personale. Nella clausola “dare la precedenza” vorrà dire cercare tutte e 10 le unità nel personale precedente, o solo una parte? E poi la scoppola ai ribelli: chi ha una causa di lavoro è fuori. Il fatto è grave perché quello diventa personale di una impresa esterna, quindi non è più alle dipendenze del Comune. Un condizionamento inaccettabile, anticipa il sindacato, una discriminazione evidentissima.

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