Peculato: assolti i gestori della sala ricevimenti Parco dei Pini

Nominati custodi giudiziali della struttura, secondo l'accusa avevano utilizzato somme aziendali per esigenze di natura privata

MESAGNE - Il tribunale di Brindisi in composizione collegiale, presieduto dal giudice Domenico Cucchiara, ha assolto dall’accusa di peculato i titolari della sala ricevimenti Parco dei Pini di Mesagne, i fratelli Z.G. e Z.V.

Questi, a seguito ad una vicenda giudiziaria civilistica di natura ereditaria, erano stati nominati custodi giudiziari della omonima azienda sottoposta a sequestro preventivo dal giudice civile. Secondo l’accusa, nell’esercizio delle loro funzioni di custodi, avrebbero, erroneamente, utilizzato somme di denaro aziendali per far fronte ad esigenze di natura privata.

Il pubblico ministero ha chiesto 2 anni e 8 mesi. Il pm, in particolare, ha sostenuto che la funzione di custode giudiziario è equiparabile a quella di pubblico ufficiale e pertanto, l’appropriazione di quest’ultimo di somme aziendali per fini privati, sebbene restituite, sia tale da integrare tutti gli estremi del delitto di peculato.

Gli avvocati penalisti Carmelo Molfetta, Silvio Molfetta e Amilcare Tana, hanno sostenuto la tesi dell’errore e della totale assenza di dolo. Infatti, attraverso il deposito di documentazione contabile, hanno dimostrato che questa era una prassi precedente alla nomina di vustodi e che erroneamente si era protratta anche durante il periodo di custodia giudiziaria in cui l’azienda era sottoposta a sequestro.

Ad ogni modo, i difensori hanno insistito nel ritenere che sebbene la veste di custode giudiziario possa essere equiparata alla quella di pubblico ufficiale, le somme sottratte e poi restituite avevano natura privata e non pubblica. Per queste ragioni, hanno concluso con una richiesta di assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Tale istanza è stata infine accolta dal giudice. 

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