Attentato Morvillo, riesame il 3 luglio

LECCE – Dopo l’ultimo interrogatorio di Giovanni Vantaggiato, tenuto dai pm che conducono le indagini Milto De Nozza e Guglielmo Cataldi il 18 giugno scorso, il suo avvocato Franco Orlando qualche giorno dopo comunicò di aver depositato l’annunciato ricorso al tribunale del riesame di Lecce, con cui chiedeva l’esclusione dell’aggravante delle finalità terroristiche per l’attentato del 19 maggio 2012, compiuto dal suo assistito. L’udienza dinanzi i giudici leccesi di garanzia è stata fissata per il prossimo 3 luglio.

L'attentatore preme il telecomando

LECCEDopo l’ultimo interrogatorio di Giovanni Vantaggiato, tenuto dai pm che conducono le indagini Milto De Nozza e Guglielmo Cataldi il 18 giugno scorso, il suo avvocato Franco Orlando qualche giorno dopo comunicò di aver depositato l’annunciato ricorso al tribunale del riesame di Lecce, con cui chiedeva l’esclusione dell’aggravante delle finalità terroristiche per l’attentato del 19 maggio 2012, compiuto dal suo assistito. L’udienza dinanzi i giudici leccesi di garanzia è stata fissata per il prossimo 3 luglio.

La Direzione distrettuale antimafia di Lecce aveva già chiesto inizialmente, e poi ottenuto la contestazione delle finalità terroristiche dal gip Ines Casciaro il 6 giugno scorso, in sede di convalida del fermo di Giovanni Vantaggiato e successivo arresto con apposita ordinanza, ragion per cui i magistrati inquirenti hanno poi depositato gli atti relativi all’indagine preliminare. La richiesta del difensore dell’imprenditore di carburante agricolo, sull’esclusione dell’aggravante delle finalità terroristiche davanti ai giudici del riesame, è datata 22 giugno scorso.

Se i giudici del tribunale ritenessero opportuno escludere le finalità terroristiche della bomba omicida fatta esplodere da “Vanni” Vantaggiato il 19 maggio scorso dinanzi la scuola “Francesca Morvillo Falcone” di Brindisi, uccidendo la 16enne studentessa Melissa Bassi e ferendone gravemente altre cinque, l’indagine, finora condotta dalla Direzione distrettuale antimafia con a capo il procuratore Cataldo Motta, potrebbe far ritorno alla procura di Brindisi, al procuratore capo Marco Dinapoli.

La decisione dell’aggravante ipotizzata prima dalla Direzione distrettuale antimafia e poi dal giudice per le indagini preliminari, le finalità terroristiche della strage davanti l’Ipsss di Brindisi, è sempre stata sin qui scarsamente suffragata anche perché lo stesso indagato, autore dell’attentato, lo ha collegato, in più sezioni e parti d’interrogatorio, a meri interessi economici o comunque a sentimenti legati al denaro.

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