Autorità portuale, peculato: il pm chiede quattro anni e mezzo per due ex dirigenti

Accusa mossa per il pagamento di un premio incentivante. La difesa pronta a replicare: “Nessun illecito”

BRINDISI – La Procura di Brindisi ha confermato l’accusa di peculato mossa in relazione al pagamento di premi incentivanti, in favore di due ex dirigenti dell’Autorità portuale, Nicola Del Nobile, e Vittoria Ligorio, e ha chiesto la condanna di entrambi a quattro anni di reclusione.

La requisitoria

Gianvito LilloLe conclusioni della pubblica accusa sono state affidate al sostituto procuratore Francesco Carluccio, il quale ha ereditato il fascicolo d’inchiesta da Milto Stefano De Nozza, passato al pool dei magistrati della Direzione Antimafia di Lecce. Il pm ha chiesto al Tribunale presieduto da Domenico Cucchiara di affermare la penale responsabilità di entrambi gli imputati, rinviati a giudizio il 15 giugno 2015, a conclusione dell’inchiesta delegata ai finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria con riferimento alla liquidazione di 450mila euro.

A conclusione dell’istruttoria dibattimentale, secondo il pubblico ministero, sussistono elementi per configurare e contestate una condotta di peculato con riferimento al riconoscimento di un premio incentivante. Accusa alla quale sono pronti a replicare il difensore dei due imputati, l’avvocato Gianvito Lillo (nella foto accanto), in occasione della prossima udienza, riservata alle arringhe.

Gli imputati

Del Nobile ha escluso con fermezza qualsiasi illegittimità nel corso dell’esame che ha sostenuto in qualità di imputato. “Non c’è mai stata alcuna contestazione, eppure abbiamo subito, nel corso degli anni, controlli e ispezioni disposte dal Ministero e il costante monitoraggio dei revisori dei conti: nessuno ha mai sollevato obiezioni”, ha riferito in aula, rispondendo alle domande del difensore di fiducia.

Il penalista ha già depositato una corposa memoria difensiva per ricostruire la vicenda oggetto del dibattimento: 40 pagine, più 80 documenti come allegati, documenti ufficiali dell’Ente. Motivi di salute hanno impedito l’esame di Vittoria Ligorio, l’ex dirigente che ha sempre respinto le accuse.

Qualsiasi ipotesi di irregolarità è stata esclusa in occasione della scorsa udienza dall’ammiraglio Salvatore Giuffrè, segretario generale sino a qualche tempo fa. Giuffrè è stato citato in qualità di teste e ha precisato che le somme furono liquidate dopo che l’Autorità portuale ha ottenuto il via libera dal Ministero e dall’Assoporto, ai quali era stato chiesto un parere. Il teste, inoltre, ha confermato che la liquidazione dei premi di produzione e delle altre indennità è ripresa di recente, dopo essere stata sospesa in corrispondenza dell’avvio del procedimento penale che ha portato sotto processo Del Nobile e Ligorio.

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