Autotrasportatore nei guai: “finte soste” per velocizzare le consegne

OSTUNI - Spedizioni veloci, agevolate grazie un marchingegno elettronico che consentiva di taroccare le soste che per legge ogni Tir dovrebbe effettuate lungo il viaggio, a garanzia di una maggiore sicurezza della circolazione stradale. Una “mandrakata” che gli agenti della Sezione di Polizia Stradale di Brindisi, unitamente al personale del Distaccamento Polizia Stradale di Fasano, hanno scoperto nell’ambito di un servizio di controllo predisposto al fine di contrastare le infrazioni compiute dai conducenti alla guida dei mezzi pesanti.

Nel mirino della finanza un'azienda di spedizioni

OSTUNI - Spedizioni veloci, agevolate grazie un marchingegno elettronico che consentiva di taroccare le soste che per legge ogni Tir dovrebbe effettuate lungo il viaggio, a garanzia di una maggiore sicurezza della circolazione stradale. Una “mandrakata” che gli agenti della Sezione di Polizia Stradale di Brindisi, unitamente al personale del Distaccamento Polizia Stradale di Fasano, hanno scoperto nell’ambito di un servizio di controllo predisposto al fine di contrastare le infrazioni compiute dai conducenti alla guida dei mezzi pesanti. Nei guai è finito così finito un camionista di Andrano (Lecce): T.G., 25 anni, dipendente di una nota ditta di autotrasporti salentina.

Durante gli accertamenti, coordinati dal Dirigente della Polstrada, Silvano Retucci, mirati a verificare il rispetto delle condizioni di carico, delle caratteristiche dei mezzi, dei limiti di velocità e in particolar modo del rispetto dei tempi di guida e di riposo dei conducenti (verificabili dalla lettura dell’apparecchiatura cronotachigrafo installato su tali mezzi), gli agenti hanno passato ai raggi x  l’autoarticolato (“Volvo Fh42”) di T.G., diretto da Lecce a Potenza e carico di pezzi di ricambio per autoveicoli.

Il posto di blocco, eseguito lungo la strada statale che collega Brindisi a Bari, all’altezza di Rosa Marina (lungo il litorale della Città bianca), ha consentito ai poliziotti di accertare, attraverso la lettura del cronotachigrafo installato sul mezzo, alcune incongruenze sui dati registrati al punto tale da far sorgere il sospetto di un’alterazione della stessa apparecchiatura. Circostanza poi confermata

dai tecnici di un’officina meccanica di Fasano autorizzata al controllo di tali apparecchiature. Così è stato possibile accertare che i dati registrati dal cronotachigrafo erano stati alterati da un congegno elettronico, nascosto sotto il cruscotto, azionabile dal conducente.

L’autista è stato sanzionato ai sensi dell’art 179 del Codice della strada, che punisce proprio tali alterazioni e che prevede una sanzione da 1.558 euro a 6.238 euro, la sospensione della patente di guida (da 15 giorni a tre mesi) e la decurtazione di 10 punti. L’attrezzatura adoperata per l’alterazione è stata sequestrata.

La Polizia Stradale dà grande importanza ai dati che possono essere letti dal cronotachigrafo, in quanto trattasi di un’apparecchiatura che registra i periodi di guida e di riposo dei conducenti dei veicoli commerciali , la cui inosservanza oltre ad essere  fattore di concorrenza sleale tra le ditta di autotrasporto, mette in serio pericolo la sicurezza stradale.

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