Banda dell’Auchan, pista brindisina: almeno cinque sospettati

Assalti e furti con scasso consumati tra il 2010 e il 2014: il gruppo avrebbe disponibilità anche di armi da guerra. Possibili legami con alcuni colpi nel Tarantino. Indizi ricavati da intercettazioni ambientali disposte in un'altra inchiesta della Procura

BRINDISI – La pista investigativa sugli assalti e sui furti con scasso consumati nel centro commerciale Auchan di Mesagne porta a Brindisi città con sospetti che, di recente, sarebbero stati indirizzati su almeno cinque uomini residenti nel capoluogo, alcuni già indagati per altro.

POLIZIA AUCHAN-2

Le generalità dei componenti del gruppo ritenuti tra i responsabili delle azioni emergono da alcune intercettazioni ambientali disposte dalla Procura di Brindisi e autorizzate dal gip del Tribunale nell’ambito di un altro procedimento penale e sono confluite nel fascicolo aperto nel 2010, all’indomani dell’assalto messo a segno da un gruppo: la notte del 29 novembre venne abbattuta parte del muro del centro commerciale con una motopala per arrivare alla postazione del bancomat.

Gli autori di quel colpo sono rimasti senza nome sino a quando gli indagati in un’altra inchiesta, finiti sotto intercettazione, hanno svelato l’identità di brindisini, a loro vicini, mai pensando che qualcuno stesse ascoltando quelle conversazioni che dovevano restare segretissime. I dialoghi sono stati “sentiti” e trascritti e secondo gli inquirenti ad agire all’epoca e negli anni a seguire sarebbe stata una “banda dell’Auchan”. Nelle conversazioni è stata chiamata così. Avrebbe messo a segno anche gli assalti consumati nel 2011 e poi l’8 marzo 2013 e ancora il 16 giugno 2014.

Gli elementi raccolti finora hanno portato a sostenere l’esistenza di un sodalizio criminale con disponibilità anche di armi da guerra, del quale avrebbero fatto parte almeno cinque brindisini con ruoli precisi, dall’organizzazione teorica alla messa in pratica, passando dai furti di auto di grossa cilindrata come Pick-up e Bmw x5 e al rastrellamento di armi. Non solo pistole, ma kalashnikov secondo quanto sarebbe emerso da quelle intercettazioni ambientali.

La postazione dove era installato il bancomat-2

Al momento si tratta di sospetti investigativi, indizi che si aggiungono agli elementi raccolti dagli agenti della Squadra Mobile di Brindisi e dai poliziotti del commissariato di Mesagne subito dopo le azioni, a partire dalle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del centro commerciale. Non è escluso che possano esserci risvolti importanti nei prossimi mesi.

La pista brindisina, inoltre, viene considerata importante nelle indagini su alcuni furti consumati in provincia di Taranto tra la primavera e l’estate 2015, a cominciare da quello ai danni della rivendita di moto “Ktm”, quando venne forzata la saracinesca e furono rubate quattro moto di grossa cilindrata, accessori e un furgone Fiat Ducato, trovato bruciato qualche giorno dopo dagli agenti della questura di Brindisi. In questo caso a costituire indizi non sono intercettazioni, ma gli esiti di una serie di perquisizioni condotte dai poliziotti in diversi garage del capoluogo. La disponibilità degli immobili avrebbe messo in evidenza legami con alcuni dei brindisini sospettati di aver fatto parte della banda dell’Auchan. 

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