Banda di usurai lungo l’asse del Grande Salento: 13 arresti

TARANTO - Vessavano i malcapitati clienti applicando tassi usurari sino al 120% annuo, e ottenevano notizie riservate sulla loro situazione economica sfruttando amicizie nell'ambito di alcuni Istituti di credito. Chi non pagava subiva minacce ed estorsioni e, se erano donne, rischiavano anche di subire violenza sessuale, come è accaduto a una delle vittime di usura. Era questa l'attività di una presunta organizzazione malavitosa smantellata dal Nucleo di Taranto di polizia tributaria della Guardia di finanza. Gli arresti sono stati compiuti nelle province di Taranto, Bari, Brindisi e Lecce.

Pattuglia della Guardia di finanza

TARANTO - Vessavano i malcapitati clienti applicando tassi usurari sino al 120% annuo, e ottenevano notizie riservate sulla loro situazione economica sfruttando amicizie nell'ambito di alcuni istituti di credito. Chi non pagava subiva minacce ed estorsioni e, se erano donne, rischiavano anche di subire violenza sessuale, come è accaduto a una delle vittime di usura. Era questa l'attività di una presunta organizzazione malavitosa smantellata dal Nucleo di Taranto di polizia tributaria della Guardia di finanza, che nell’ambito dell’operazione denominata «Shylock» ha eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare, sette in carcere e sei ai domiciliari, firmate dal gip del tribunale di Taranto Pio Guarna su richiesta del pm Maurizio Carbone. Gli arresti sono stati compiuti nelle province di Taranto, Bari, Brindisi e Lecce.

Tra le persone finite nei guai, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata all'usura, all'estorsione e al riciclaggio dei proventi illeciti, ci sono anche un poliziotto della squadra mobile di Taranto e tre funzionari di banca. I militari hanno eseguito anche perquisizioni e sequestri di quote societarie e disponibilità finanziarie per svariati milioni di euro.

Gli arrestati: Luciano Donati, 53 anni, di Rosarno (Reggio Calabria); Francesco Durelli, 35 anni, di Martina Franca; Gaetano Diodato, 41 anni, di Taranto; Massimiliano Gargiulo, 34 anni, di Taranto; Gianluca Gargiulo, 29 anni, di Taranto; Ciro Francesco Chimenti, 56 anni, di Grottaglie; Giuseppe Berdicchia, 37 anni, di Lizzano; Michele Palombella , 57 anni, di Lizzano; Maria Donati, 24 anni, di Taranto; Angela Cristina Andrei, 28 anni, rumena residente a Grottaglie; Donato Arces, 55 anni, di Grottaglie; Cosimo Prudenzano, 37 anni, di Sava; Giacomo Vitale, 51 anni, di Grottaglie.

A capo dell'organizzazione, secondo gli inquirenti, c'era Luciano Donati, ex poliziotto di origini calabresi residente a Taranto. L'uomo, già coinvolto negli anni scorsi in inchieste per truffa, usura ed estorsione, era già agli arresti domiciliari; quando gli è stata notificata un'altra ordinanza di custodia cautelare ha avuto un malore ed è stato accompagnato in ospedale. Il poliziotto in servizio alla Squadra mobile, Giacomo Vitale, che è da oggi ai domiciliari, è accusato di rivelazione di segreti d'ufficio. Nel giugno del 2009, tra l'altro, aveva avuto un'attestazione di merito per aver bloccato e contribuito, mentre era fuori servizio, all'arresto di uno dei tre rapinatori che avevano assaltato una gioielleria a Grottaglie, nel Tarantino.

Per indurre le vittime a non tardare i pagamenti l'organizzazione avrebbe minacciato ai loro danni aggressioni fisiche. Il peggio, secondo quanto accertato dalla Guardia di finanza, è toccato a una donna che aveva ritardato di un paio di giorni il pagamento della rata e che avrebbe scontato questo ritardo subendo violenza sessuale. L'inchiesta potrebbe anche allargarsi, dal momento che i militari delle Fiamme gialle hanno eseguito oggi perquisizioni anche a carico di altre persone indagate. Nessuna delle vittime del giro usurario ha collaborato con gli investigatori, ma in ogni caso «si tratta di una vicenda a dir poco inquietante - ha sottolineato in una conferenza stampa il comandante provinciale della Guardia di finanza, colonnello Nicola Altiero - che presenta risvolti di carattere umano, visto che alle vittime venivano richieste anche prestazioni sessuali. È stato molto sconfortante - ha concluso - assistere a video e a telefonate in cui si percepisce il disagio, la sofferenza delle persone che si sono rivolte agli usurai».

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