Beni confiscati, sul regolamento a Fasano la maggioranza sfiora la crisi

FASANO – La faccenda del regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata provoca un incidente in consiglio comunale tra la maggioranza di centrodestra e il sindaco Lello Di Bari, poi rientrato solo al prezzo del ritiro della bozza del regolamento stesso, che il centrosinistra avrebbe invece voluto emendare attraverso uno stralcio per adeguarlo alla legge nazionale. Non solo: l’iniziativa di sindaco e giunta di assegnare per cinque anni (rinnovabili) un alloggio confiscato a Savelletri ad una persona con precedenti penali ha creato momenti di tensione verbale tra lo stesso Di Bari e l’opposizione.

Il sindaco Di Bari

FASANO – La faccenda del regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata provoca un incidente in consiglio comunale tra la maggioranza di centrodestra e il sindaco Lello Di Bari, poi rientrato solo al prezzo del ritiro della bozza del regolamento stesso, che il centrosinistra avrebbe invece voluto emendare attraverso uno stralcio per adeguarlo alla legge nazionale. Non solo: l’iniziativa di sindaco e giunta di assegnare per cinque anni (rinnovabili) un alloggio confiscato a Savelletri ad una persona con precedenti penali ha creato momenti di tensione verbale tra lo stesso Di Bari e l’opposizione.

E’ andata così, ieri sera a Fasano nel corso della seduta straordinaria dell’assemblea cittadina che avrebbe dovuto approvare la bozza di regolamento. E invece le cose hanno subito preso una piega critica per l’amministrazione civica. Dino Musa, già sfidante del sindaco Di Bari per il centrosinistra alle passate elezioni amministrative, ha proposto di stralciare dal regolamento la parte in cui è previsto l’utilizzo dei beni confiscati anche come alloggi in casi di emergenza abitativa. Ciò, ha rilevato Musa, non è conforme con la normativa nazionale che invece circoscrive le possibilità di assegnazione dei beni a soggetti pubblici e privati che svolgono attività di valenza sociale, siano essi enti, associazioni o cooperative. Una caso come quello dell’avvenuta assegnazione dell’alloggio di Savelletri a Lorenzo Ancona è dunque fuori dalle previsioni della legge.

A favore della proposta di Musa hanno votato sia il centrosinistra che la maggioranza. A quel punto il sindaco ha formulato un emendamento: ritirare del tutto il regolamento, e riassegnare la bozza alle commissioni consiliari competenti per un nuovo esame e una nuova stesura. Ma ecco la sorpresa: l’emendamento di Lello di Bari viene bocciato da tutto il consiglio, quindi centrodestra incluso. Per dissipare le incombenti ombre di crisi, o comunque quelle di una situazione destinata comunque a lasciare il segno, è stata disposta una sospensione della seduta per consentire un consulto – che sarà stato presumibilmente a muso duro – tra Di Bari e la giunta da un lato e i consiglieri della maggioranza. Qui l’ha spuntata il sindaco, perché il centrodestra è tornato in aula riallineato, e poi ha votato per il ritiro del regolamento, che tornerà perciò alle commissioni.

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Ma l’opposizione ha detto comunque ciò che aveva progettato di mettere in evidenza nel corso della seduta. Francesco Laterrenia del PD ha contestato al sindaco che le politiche di assistenza e di intervento debbano essere condizionate dal fatto che il 90 per cento dei richiedenti ha precedenti penali (dichiarazioni di Lello Di Bari a BrindisiReport, ndc). “Siamo in una condizione in cui – ha detto in sostanza Laterrenia – i servizi sociali sono occupati da poche famiglie di pregiudicati”, mentre molti indigenti onesti restano ai margini ed hanno addirittura troppo pudore per avanzare una richiesta di aiuto al Comune. E qui i toni con Di Bari – che ha reagito respingendo l’accusa - si sono fatti davvero accesi. Infine una proposta da un altro consigliere del PD, Vito Pignatelli: allargare subito la lista delle ragioni ostative all’assegnazione del bene anche ai reati contro il patrimonio e connessi alla droga, e non considerare solo le condanne in giudicato, ma anche i carichi pendenti. Pignatelli dovrà riproporre tutto, però, in sede di commissione.

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