Blocco Tir: code alle pompe di benzina

BRINDISI - Lo sciopero dei Tir il primo effetto lo ha prodotto anche sul territorio. In tutto il brindisino si segnalano lunghe code ai distributori di benzina. Una sorta di psicosi collettiva, il timore di restare senza carburante, alla luce dell’annunciato e prolungato sciopero degli autotrasportatori. La notizia del blocco dei tir e dei camion, che andrà avanti fino a venerdì, ha portato a partire dal primo pomeriggio migliaia di automobilisti ad assicurarsi il rifornimento di benzina o gasolio per i prossimi giorni. Lunghe code si segnalano a Brindisi ed anche ad Ostuni, dove le conseguenze si stanno riflettendo anche sul traffico, paralizzato per via della corsa al “pieno”.

Camionisti in lotta

BRINDISI - Lo sciopero dei Tir il primo effetto lo ha prodotto anche sul territorio.  In tutto il brindisino si segnalano lunghe code ai distributori di benzina. Una sorta di psicosi collettiva, il timore di restare senza carburante, alla luce dell’annunciato e prolungato sciopero degli autotrasportatori. La notizia del blocco dei tir e dei camion, che andrà avanti fino a venerdì, ha portato a partire dal primo pomeriggio migliaia di automobilisti ad assicurarsi il rifornimento di benzina o gasolio per i prossimi giorni. Lunghe code si segnalano a Brindisi ed anche ad Ostuni, dove le conseguenze si stanno riflettendo anche sul traffico, paralizzato per via della corsa al “pieno”.

A rendere la situazione ancora più complessa anche i notevoli disagi che si stanno registrando in provincia di Taranto per i blocchi stradali messi in atto dai conducenti dei tir che protestano per i rincari dei carburanti. È stato interdetto infatti l'accesso alla raffineria Eni, sulla statale jonica 106, per lo scarico e l'approvvigionamento di carburanti. Molti distributori, rimasti a secco, hanno dovuto chiudere.

Lunghe file di auto si sono formate in direzione degli unici impianti che potevano assicurare ancora benziona e gasolio. Una coda di tir e mezzi pesanti da stamane sta ostacolato il traffico lungo la strada statale 379, all’altezza di Specchiolla. Oltre cento i Tir in sosta. Una protesta pressoché totale, quella dei camionisti della provincia di Brindisi: “Assicurato soltanto il trasporto del latte, in quanto obbligatorio”, spiegano gli amministratori della società "Fratelli Iaia” di San Vito dei Normanni.

Sulle code ai distributori del capoluogo c’è anche una nota del comando della polizia urbana: “Sono in corso numerosi e perduranti rallentamenti alla normale circolazione veicolare causati dalle lunghe code ai distributori di carburante , diffusi sul territorio urbano per le note problematiche degli autotrasportatori a livello nazionale. Segnaliamo in particolare – fa sapere il comandante Teodoro Nigro - lunghissime  code in via Appia , via P.le per Lecce , via P.le per San Vito , V.le A. Moro e Palmiro Togliatti , ed nel quartiere Bozzano , in viale Francia”.

Quattro le pattuglie dei vigili urbani impegnate, ma  il comando ha richiamato altre tre pattuglie aggiuntive  per  il controllo del traffico e delle intersezioni semaforiche “in un momento di particolare tensione della quale non si conosce, allo stato, la durata”. Non meno caotica “e fortemente rallentata la circolazione sulla statale 379, nel tratto ricadente sul territorio urbano con lunghe file ed incolonnamenti importanti anche di veicoli pesanti nei pressi dei tre distributori presenti”.

Critica, come è noto, la posizione della Fita Cna sui blocchi: “Dalla mezzanotte di ieri ci risulta che in alcuni snodi viari in varie regioni sono stati organizzati blocchi del traffico da parte di autotrasportatori e agricoltori che si riconoscono aderenti al movimento denominato ‘Dignità sociale’. Il fenomeno ricalca per molti aspetti il movimento Forza d’Urto, che ha bloccato la Sicilia per alcuni giorni. La Cna - Fita tra le prime associazioni a dissociarsi da proclamazioni di fermo inconsistenti che mirano unicamente a strumentalizzare una disperazione latente per altri scopi, invita gli autotrasportatori a non aderire e soprattutto ritiene opportuno che la presa di distanza sia chiara da parte di tutte le altre associazioni”.

Prosegue il comunicato: “In queste ore la prima preoccupazione è per chi si sta trovando di fronte ad azioni violente che mettono a rischio l'incolumità di chi si trova per strada a lavorare. Ci risulta la presenza di frange estreme che stanno dando vita a tafferugli e scontri. La Cna - Fita invita quindi le forze dell’ordine al massimo controllo possibile per evitare incidenti. E’ chiaro che nonostante il governo abbia dimostrato di voler risolvere questioni che si trascinano da troppo tempo, vi è qualche professionista dei fermi che cavalca la disperazione degli autotrasportatori per ragioni d’opportunità. Confidiamo nel governo affinché sappia in futuro distinguere tra questi tribuni dell’ultima ora e chi cerca di lavorare fattivamente a soluzioni concrete”.

Intanto, a proposito del cosiddetto Movimento dei Forconi (che non c’entra con le vicende dell’autotrasporto)che ha annunciato la propria esistenza anche a Brindisi, c’è una dichiarazione allarmata dell’Anpi (l’Associazione nazionale partigiani d’Italia): “ E’ singolare che gli stessi soggetti organizzatori , sino a pochi mesi fa erano completamente in silenzio, mentre  le difficoltà economiche e sociali del nostro paese e della nostra città crescevano sotto gli occhi di tutti”, sottolinea l’Anpi.

“Chi, in questi giorni ha affisso manifesti sui quali si chiede l’abolizione di partiti e sindacati in nome di una presunta democrazia partecipativa,  è invece parte di rilievo di quell’area che lavora nell’ombra per la ricostituzione del partito fascista che è la negazione della partecipazione e della democrazia.  In particolare – denuncia l’Anpi - i promotori dell’iniziativa brindisina appartengono a movimenti dichiaratamente fascisti  (Forza Nuova e Circolo Benito Mussolini)”.

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