Bombe in magazzino, fratelli arrestati

FRANCAVILLA FONTANA – Se non fosse finito sotto sequestrato l’immobile assieme all’attività commerciale che ospitava, quei due potenti ordigni trovati invece dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana a sarebbero rimasti al loto posto chissà per quanto ancora, ma sempre pronti all’uso. E’ accaduto stamani, e i proprietari dell’esercizio commerciale sequestrato e della merce rimasta al suo interno, i fratelli Cosimo ed Angelo Rochira, sono stati arrestati per detenzione illegale di materiale esplodente.

Cosimo Rochira

FRANCAVILLA FONTANA – Se non fosse finito sotto sequestrato l’immobile assieme all’attività commerciale che ospitava, quei due potenti ordigni trovati invece dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana a sarebbero rimasti al loto posto chissà per quanto ancora, ma sempre pronti all’uso. E’ accaduto stamani, e i proprietari dell’esercizio commerciale sequestrato e della merce rimasta al suo interno, i fratelli Cosimo ed Angelo Rochira, sono stati arrestati per detenzione illegale di materiale esplodente.

La scoperta è avvenuta nel corso dell’inventario del materiale custodito in un vasto locale che appartiene al patrimonio finito sotto sequestro preventivo il 3 aprile scorso, per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro. All’operazione sovrintendevano i carabinieri del Reparto operativo radiomobile della compagnia locale. Le due bombe erano all’interno di una scatola anonima in deposito nel seminterrato assieme a centinaia di altre.

Non ci è voluto più di qualche secondo per capire che si aveva a che fare con due ordigni, peraltro in stato di conservazione precario,  quindi potenzialmente più pericolosi. Le bombe artigianali erano in fondo ad una scatole dove c’era altro, in attesa. Gli involucri erano avvolti strettamente in nastro adesivo telato, e contenevano una miscela composta da tritolo, nitrato di ammonio e trucioli di legno. Gli artificieri dell’Arma, intervenuti per rimuovere gli ordigni e farli brillare, hanno confermato che gli stessi erano in pessimo stato di conservazione ma che, se innescati a dovere, sarebbero esplosi senza problemi.

Le bombe erano del tipo utilizzato per gli attentati ai negozi, ed avevano un potenziale discreto. Stante la pericolosità dei reati e soprattutto i precedenti dei due fratelli, i due venivano dichiarati in arresto in flagranza  con l’aggiunta dell’ipotesi della di ricettazione  poiché entrambi risultano sprovvisti di qualunque titolo autorizzativo in merito ad armi ed esplosivo.

Cosimo Rochira  infatti era già noto dal 29 gennaio 2005 per l’omicidio di Angelo Putignano avvenuto a San Giorgio Jonico; in quell’occasione Rochira fu sottoposto a fermo di polizia giudiziaria dagli stessi carabinieri del Norm di Francavilla Fontana, con l’accusa di omicidio volontario, reato per il quale è stato condannato in secondo grado alla pena di 14 anni di reclusione, mentre tra pochi giorni dovrebbe cominciare l’udienza in Corte di Cassazione per il pronunciamento definitivo sulla vicenda.

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