Bonifica Micorosa: avviata la procedura per affidare la verifica dei progetti

Procede l'iter amministrativo sugli interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda dell'area di Micorosa, gigantesca discarica di fanghi chimici che si trova tra il perimetro della fabbrica e la spiaggia delle Saline di Punta della Contessa. Il Comune di Brindisi ha infatti avviato le procedure di affidamento dell'attività di verifica dei progetti

BRINDISI – Procede l’iter amministrativo sugli interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda dell’area di Micorosa, gigantesca discarica di fanghi chimici che si trova tra il perimetro della fabbrica e la spiaggia delle Saline di Punta della Contessa, al confine con l'omonimo Parco regionale. Il Comune di Brindisi ha infatti avviato le procedure di affidamento dell’attività di verifica del progetto definitivo (elaborato da Sogesid Spa) e di quello esecutivo (di competenza dall’azienda che si aggiudicherà l’appalto) che riguardano tali opere.

L’accordo di programma quadro Ambiente per la bonifica e messa in sicurezza della zona venne sottoscritto il 16 luglio 2013 dai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente e dalla Regione Puglia. Lo scorso 4 dicembre, Comune, ministero dell’Ambiente, Regione e Sogesid Spa (società in house dei ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture)  stipularono una convenzione funzionale all’espletamento delle attività finalizzate a garantire il risanamento ambientale. La stessa Sogesid ha redatto il progetto definitivo. Quello esecutivo, invece, come detto, spetterà all’appaltatore dei lavori.

Le opere previste sono finalizzate alla bonifica di un’enorme distesa di rifiuti costituiti da idrossido di calce, sode clorurate e scarti provenienti da un clorosoda. Esse includono: l’impermeabilizzazione superficiale dell’intero corpo rifiuti, finalizzata a impedirne la lisciviazione da parte delle acque di infiltrazione meteorica; la realizzazione di pozzi di emungimento posti a monte idraulico del diaframma con la funzione di controllo dell’altezza della falda, che, nella zona prospiciente il mare, sarà mantenuta inferiore di poche decine di centimetri rispetto alla quota dello stesso.

E poi barriere idrauliche, realizzate mediante pozzi di emungimento in corrispondenza dei confini nord e sud sud-ovest della proprietà Micorosa, con la finalità di controllo dell’altezza della falda; un impianto di trattamento delle acque di falda drenate dai pozzi con le relative opere di adduzione (a gravità e mediante impianti di sollevamento) e di scarico; la piantumazione di alberi e arbusti idro-esigenti per rinaturalizzare i luoghi e tenere sotto controllo in modo naturale l’eventuale impaludamento; opere di difesa delle opere di messa in sicurezza della falda, dalle azioni erosive determinate dalle mareggiate; opere di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche dall’impermeabilizzazione, compreso scarico a mare.

Il progetto prevede inoltre un sistema di monitoraggio delle acque che avrà la doppia funzione di verificare, da un lato, l’efficacia dell’intervento e, dall’altro, di controllare che le aree naturali e agricole limitrofe non siano raggiunte dalla contaminazione. L’importo a base dell’affidamento dell’attività di verifica progettuale è pari a 141mila e 829 euro. Le opere di bonifica, invece, costeranno decine di milioni di euro di fondi pubblici.  Le vicende legate allo smaltimento di fanghi nell’area di Micorosa e i ritardi nell’avvio del procedimento per le opere di bonifica sono al centro di un paio di esposti presentati presso la procura della Repubblica di Brindisi. 

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