In manette Bonnie & Clyde: per rapina

OSTUNI – Bionda e dai toni affabili lei. Nuovo look sfoggiato sotto una scorza ormai acclarata, per lui. Bonnie & Clyde dei tempi moderni: forti con i più deboli, che però a volte possono rivelarsi anche energici, a tal punto da reagire sino a consentire alle forze dell’ordine di incastrare in flagrante gli sventurati aggressori. Ed è così che nel pomeriggio di ieri è finita in manette una “affiatata” coppia di rapinatori: Giuseppe Pecere (40 anni, di Ostuni, da tempo noto alle forze dell’ordine) ed Elena Russo (originaria di Fuscaldo, in provincia di Cosenza, sostanzialmente incensurata). Entrambi sono finiti in carcere con l’accusa di concorso in rapina ai danni di un anziano del posto, al quale erano riusciti a sottrarre i risparmi custoditi in un comodino: circa 3000 euro.

Il commissariato di Ostuni

OSTUNI – Bionda e dai toni affabili lei. Nuovo look sfoggiato sotto una scorza ormai acclarata, per lui. Bonnie & Clyde dei tempi moderni: forti con i più deboli, che però a volte possono rivelarsi anche energici, a tal punto da reagire sino a consentire alle forze dell’ordine di incastrare in flagrante gli sventurati aggressori.  Ed è così che nel pomeriggio di ieri è finita in manette  una “affiatata” coppia di rapinatori: Giuseppe Pecere (40 anni, di Ostuni, da tempo noto alle forze dell’ordine) ed Elena Russo (originaria di Fuscaldo, in provincia di Cosenza, sostanzialmente incensurata). Entrambi sono finiti in carcere con l’accusa di concorso in rapina ai danni di un anziano del posto, al quale erano riusciti a sottrarre i risparmi custoditi in un comodino: circa 3000 euro.

Nel mirino dei due banditi un ottantaquattrenne ostunese, che la donna avrebbe attirato sull’uscio esterno della propria abitazione (in via Cesare Abba, nel quartiere ottocentesco di Ostuni), fingendo di essere interessata ad acquisire informazioni su un appartamento attiguo a quello del pensionato e messo dai proprietari in locazione. Mentre la donna circuiva ben bene l’anziano, il suo compagno si sarebbe intrufolato nella casa, a caccia dei risparmi del poveretto. Il tempo di mettere a soqquadro l’appartamento, di scovare il denaro ed era già pronto alla fuga. Ma a quel punto è stato scoperto. L’anziano se l’è trovato innanzi, mentre di gran lena cercava di lasciarsi alle spalle l’uscio di casa.

Tra i due ci sarebbe stata anche una colluttazione, con il quarantenne che dove aver spintonato con forza il vecchietto si sarebbe dato alla fuga. Ma siccome, al di là dell’aspetto apparentemente distinto, la coppia da tempo era tenuta sott’occhio dalle forze dell’ordine, quest’ultima bravata non è sfuggita agli agenti del Commissariato di Pubblica sicurezza della Città bianca, che a quel punto sono intervenuti, riuscendo a bloccare in prima battuta la donna e poco dopo anche il suo compare.

Proprio quest’ultimo, peraltro riconosciuto dalla vittima della rapina, avrebbe tentato di negare il proprio coinvolgimento nella vicenda, sostenendo che all’ora del fattaccio era a pranzo, in un ristorante di Ostuni. Ed esibendo, a riprova del proprio alibi, una ricevuta fiscale.

Come se la fosse procurata, gli agenti, coordinati dal vice questore Francesco Angiuli, ci hanno messo poco a comprenderlo. E’ stato sufficiente ascoltare la testimonianza del gestore dell’esercizio commerciale per appurare la verità. E’ vero che Pecere nel ristorante ci aveva messo piede. Ma per bere due bicchieri d’acqua. Poi avrebbe preteso dal titolare il rilascio di una ricevuta, per una consumazione da 20 euro: “Fammi questa cortesia, ho problemi con la mia compagna, devo dimostrare che sto pranzando qua”.

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Che la storia della gelosia fosse una balla non è sfuggita evidentemente al ristoratore, che conoscendo il calibro del personaggio, pur di toglierselo davanti, lo avrebbe assecondato. Come se non bastasse, gli agenti hanno poi concentrato ogni sforzo nella ricerca del bottino, rinvenuto in un appartamento in uso a Pecere. La somma prelevata dalla casa dell’anziano, era già stata occultata a dovere, parte nel bagno e parte in cucina. Così, al termine dell’attività di polizia giudiziaria, Pecere e la sua compagna sono stati tradotti in carcere, a disposizione del sostituto procuratore di turno, Antonio Costantini. L’intera refurtiva, ed è la cosa più importante, è stata riconsegnata all’anziano, tornato in possesso dei suoi risparmi. Le indagini, intanto, proseguono, al fine di appurare se la coppia (dedita per gli inquirenti a furti e rapine) abbia creato ulteriori incursioni nelle abitazioni di pensionati, alla luce di alcune recenti denunce.

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