Brescia, parla la Carpani. Bari allarme-bomba

BRESCIA - Come previsto dal programma della celebrazione del trentottesimo anniversario della strage di Brescia, dal palco in piazza Loggia ha parlato anche Martina Carpani, la 17enne presidente della Consulta degli studenti di Brindisi, città teatro dell'attentato alla scuola Morvillo Falcone in cui ha perso la vita una studentessa, Melissa Bassi di 16 anni. Martina Carpani aveva una maglia bianca con la scritta "Io non ho paura", la stessa indossata sabato pomeriggio a Brindisi da settemila studenti giunti da tutto il Sud e da altre regioni.

Il ministro Cancellieri e Susanna Camusso a Brescia con i familiari delle vittime di Piazza della Loggia

BRESCIA - Come previsto dal programma della celebrazione del trentottesimo anniversario della strage di Brescia, dal palco in piazza Loggia ha parlato anche Martina Carpani, la 17enne presidente della Consulta degli studenti di Brindisi, città teatro dell'attentato alla scuola Morvillo Falcone in cui ha perso la vita una studentessa, Melissa Bassi di 16 anni. Martina Carpani aveva una maglia bianca con la scritta "Io non ho paura", la stessa indossata sabato pomeriggio a Brindisi da settemila studenti giunti da tutto il Sud e da altre regioni.

"A tutti voi - ha detto Martina Carpani rivolgendosi alla piazza gremita - rivolgo un appello a non lasciarci soli. L'Italia deve essere unita nella lotta per la democrazia e la legalità. Aiutateci ad avere il coraggio delle idee e della memoria". Poi ha proseguito: "È stata attaccata la scuola quale presidio di legalità. La ferita è ancora aperta ma dobbiamo rivolgere lo sguardo all'avvenire, perchè la memoria ci permetta di usare la rabbia come forza propulsiva per creare una cultura che abbatta la violenza, la criminalità e l'illegalità".

Intanto qualcuno punta sulla paura degli attentati per seminare incertezza e timori. Stamattina da poco prima delle 11 le forze dell'ordine hanno fatto evacuare tutte le sedi dell'Università di Bari ed anche quella del Politecnico, per un allarme-bomba innescato da una telefonata anonima giunta alla sala operativa della questura. Tutti gli studenti, i professori ed il personale tecnico-ed amministrativo hanno abbandonato aule e uffici.

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Immediatamente è cominciato il lavoro degli artificieri, alla ricerca dell'ordigno la cui presenza è stata segnalata dal messaggio anonimo. Il rettore Corrado Petrocelli ha detto, nel rispondere alle richieste di notizie sul fatto,  che l'evacuazione è stata da lui decisa per ragioni di sicurezza.

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