Sfiammata torcia Versalis: picco di benzene. L'Arpa: "E' inaccettabile"

La centralina Sisri dell'Arpa ha registrato ieri pomeriggio, proprio mentre sfiammava la torcia di torre Cavallo, quella di Eni Versalis che entra in funzione se ci sono anomalie all’impianto di cracking, un valore di benzene di 31 microgrammi per metro cubo.

BRINDISI - La centralina Sisri dell'Arpa ha registrato ieri pomeriggio, proprio mentre sfiammava la torcia di torre Cavallo, quella di Eni Versalis che entra in funzione se ci sono anomalie all’impianto di cracking, un valore di benzene di 31 microgrammi per metro cubo.

Un valore “inaccettabile” secondo il direttore generale di Arpa Puglia. Un valore che non ha purtroppo alcun significato dal punto di vista delle violazioni delle norme, perché i livelli massimi sono stabiliti su base annuale: il benzene non deve superare la media di 5 microgrammi per metro cubo. Oggi il valore era rientrato ed era di 0.4 micrcogrammi, parametro che fa intendere quanto sia elevato quel ‘31’ che è stato rilevato nella zona industriale ieri, mentre i numerosi bagnanti sulla costa brindisina si dilettavano in fotografie denuncia della torcia accesa che incombeva sulle spiagge strapiene.

L’Arpa è stata quindi allertata. Si attende la relazione che come è previsto dalle procedure viene anche girata all’autorità giudiziaria per le valutazioni del caso. Sarà pronta in un paio di giorni. Anche Assennato conviene: le sfiammate delle torce devono essere fenomeni straordinari, altro non sono che il terminale di un sistema di sicurezza che si attiva in casi gravi. L’ultimo episodio di blocco, invece, sempre all’interno di Eni Versalis si è verificato non molte settimane fa. La frequenza è eccessiva, insomma. E puntualmente si registrano valori elevatissimi che non possono essere considerati effettivi sforamenti solo perché la regolamentazione della materia non include anche nelle irregolarità contestabili i picchi giornalieri. Per quanto i tecnici e gli addetti ai lavori sappiano perfettamente che una concentrazione seppur temporanea di 31 microgrammi di benzene è assolutamente elevata. Incredibilmente elevata.

Per quanto si è appreso rispetto all’accensione di ieri (che si è ripetuta anche in serata) vi sarebbe stato un problema al compressore del cracking dovuto a un innalzamento di temperatura che ha provocato il blocco e quindi la sfiammata di emergenza.

Nulla probabilmente potrà essere contestato a Eni, così come il fatto che nei pressi della centrale Enel di Brindisi, nei giorni in cui il tossicologo Claudio Minoia (consulente del pm) stava effettuando i rilievi si rilevarono picchi impressionanti di nichel, non è affatto un dato utilizzabile dal punto di vista giudiziario, perché giornaliero e perché non implica alcuna violazione ambientale. Ma è un dato significativo.

La torcia in azione vista da uno dei quartieri periferici di Brindisi-2Il compressore di Versalis è stato sostituito da poco. Sul problema che si è verificato e che ha determinato un’accensione della torcia in pieno giorno, in pieno agosto e nel pienone sulle spiagge, relazionerà l’azienda agli enti competenti. Resta il fatto che “valori simili non dovrebbero mai essere rilevati” dice Assennato. E che chiedere a grossi gruppi come Eni un certo perfezionismo, anche eccessivo, nel manutenere i propri impianti e nell’evitare che si verifichino anche episodi sparuti di questo tipo (se non in caso davvero di emergenza) non è troppo. Tante sono le fonti di inquinamento a Brindisi. Ognuna di esse è in regola. Ma cosa accadrebbe se superamenti, sforamenti, valori elevati in circostanze del tutto isolate, provocati da tutte le industrie della città, venissero considerate con una visione di insieme?

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