Inchiesta Consales, il gup: "Solo irregolarità amministrative per dirigenti". I pm possono impugnare

Non ritiene il giudice dell'udienza preliminare che i due dirigenti comunali prosciolti non abbiano commesso qualche irregolarità. Il passaggio è il seguente: non è detto che tutte le irregolarità, pur restando tali, abbiano rilievo penale. Nell'affaire News Roma fece quel che doveva.

BRINDISI - Non ritiene il giudice dell’udienza preliminare che i due dirigenti comunali prosciolti non abbiano commesso qualche irregolarità. Il passaggio è il seguente: non è detto che tutte le irregolarità, pur restando tali, abbiano rilievo penale. Possono essere di tipo amministrativo, contabile e via dicendo. Questo ragionamento è del tutto applicabile per spiegare l’uscita di scena della questione ‘Culturamiamo’ e delle tre persone che erano imputate per quei fatti. Per quanto riguarda l’affidamento alla News Sas che fu di Mimmo Consales, del servizio di call center e rassegna stampa per il gup, resta solo il conflitto di interessi del sindaco e chi ha concorso a far sì che permanesse. 

Il capo di gabinetto del Comune non avrebbe alcuna responsabilità in quanto avrebbe effettuato tutte le verifiche che gli spettavano, una in particolare: che il sindaco avesse lasciato le quote che gli appartenevano all’interno della News. Come poteva sapere Roma che la società cui era stato di continuo prorogato il servizio dal 2001 in poi avesse una situazione debitoria da interpretarsi come conflitto di interessi per il sindaco? Come poteva sapere Roma che effettivamente la News era rimasta in possesso del sindaco ‘di fatto’ che continuava ad addebitare sul conto corrente societario le proprie spese, se ciò è emerso soltanto a seguito di indagini della polizia giudiziaria?

Sono state depositate l'8 luglio scorso, due giorni prima della scadenza del termine, le motivazioni del proscioglimento di Tommaso Gagliani (assistito dall’avvocato Giancarlo Camassa) e di Angelo Roma (assistito dall’omonimo avvocato Angelo Roma), che sono coloro per cui il gup Maurizio Saso ha emesso sentenza di non luogo a procedere (oltre che per Consales, ma per un solo capo d’imputazione) il 10 giugno scorso.

A decorrere dall'8 luglio quindi è partito il count down per i due magistrati Giuseppe De Nozza e Savina Toscani che avevano invece chiesto il rinvio a giudizio per sei persone, quattro delle quali affronteranno il processo a partire dal 7 novembre, che potranno decidere di impugnare la sentenza in Cassazione. 

La motivazione della sentenza ‘parziale’ del gup è divisa in due parti. Una riguarda il capo di imputazione sulla News (abuso d’ufficio e truffa) di cui rispondono Consales, Sabino Porro e Alessio Vincitorio; l’altro il capo B che concerne solo Culturamiamo. L’altro dato che emerge da quanto ha argomentato il giudice, è che il ruolo dei “superstiti” non è affatto ridimensionato. Non è scalfita neanche un po’ la costruzione accusatoria dello stralcio che riguarda il conflitto di interessi da 800 mila euro del primo cittadino di Brindisi.

Roma, che secondo l’accusa aveva “sottaciuto sin dall’avvio del relativo iter istruttorio agli organi politici e amministrativi che hanno consentito la proroga alla società di comunicazione del servizio di call center e rassegna stampa, la situazione di conflitto di interesse del sindaco”, conflitto di interesse che “discendeva dalle circostanze tutte documentate in atti che Consales all’epoca delle delibere e anche successivamente utilizzava la Ford Kuga intestata alla società, manteneva la disponibilità di alcuni locali della News e addebitava sul conto corrente intestato alla medesima società i costi delle bollette telefoniche relative all’utenza del cellulare personale”.

Roma ha negato nell’interrogatorio sostenuto dinanzi al pm di essere a conoscenza di tali circostanze. “Non poteva rappresentarsi alcun ostacolo giuridico all’ennesimo rinnovo alla News” si legge. “L’unico accertamento esigibile da Roma era rappresentato dalla verifica della effettiva cessione delle quote sociali da parte di Consales”. Non doveva fare altro. E tanto ha fatto.

L’unico profilo di possibile rilevanza penale, secondo il gup, resta “il conflitto di interesse del sindaco Consales” che era “noto a tutti i compiutati rinviati a giudizio ma non a Roma”. Quanto al capo b e alla copertura finanziaria della delibera di affidamento alla Motumus del cartellone estivo e natalizio “Culturamiamo”, quanto alla mutazione di voce nella delibera in cui risultavano come “economie di bilancio” quelli che in realtà erano “residui passivi del 2011”, quindi atto secondo l’accusa “ideologicamente falso” perché – per banalizzare – modificato a penna senza passare dal consiglio comunale e soprattutto perché le economie di bilancio a copertura del cartellone di eventi non erano disponibili si tratterebbe di “irregolarità contabili che hanno rilievo meramente amministrativo e non già penale”. Non che sia stato fatto tutto a dovere, secondo il gup. Ma non abbastanza da dover affrontare un processo.

Il resto transita in un’aula di giustizia, dinanzi a un collegio giudicante. Le due questioni su cui c’è stato proscioglimento potrebbero prendere a breve finire a Roma, invece, per giungere dinanzi ai giudici di Cassazione. Non è scontato, ma non è neppure escluso. La sentenza non è definitiva. 

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