Mafia e droga, quattro arresti della Dia dopo condanne definitive

In carcere i fratelli Raffaele e Giovanni Brandi, Enrico Colucci e Antonio Lococciolo: sette giorni fa la Cassazione aveva respinto i ricorsi della difesa

BRINDISI – A distanza di sette giorni dalla pronuncia della Cassazione, gli uomini della Dia hanno arrestato i fratelli Raffaele e Giovanni Brandi, Enrico Colucci e Antonio Lococciolo, condannati in via definitiva a conclusione del processo scaturito dall’inchiesta Berat sull’esistenza di un gruppo di stampo mafioso a Brindisi, città in cui vivono tutti e quattro, e sul traffico di droga con l’Albania.

I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura Generale della Repubblica di Lecce. La pena più alta dovrà essere scontata dal maggiore dei fratelli Brandi, Raffaele Giuseppe 64 anni, condannato in via definitiva a 15 anni e sei mesi. Dodici anni e otto mesi sono stati inflitti a Giovanni Francesco Brandi, 50 anni. Dieci anni a Enrico Colucci, 65 anni, e otto anni ad Antonio Lococciolo, 69 anni.

Come si ricorderà, venerdì 28 giugno, i giudici della Cassazione hanno respinto i ricorsi presentati e discussi dai difensori. Di conseguenza, le condanne sono diventate definitive. I quattro furono arrestati a ottobre 2007 nell’inchiesta della sezione operativa di Lecce, sotto il nome Berat-Dia.

Condanna definitive anche  per Giuseppe Gerardi, a 12 anni, ritenuto il braccio armato dei due Brandi e riconosciuto colpevole assieme a Giovanni Brandi dell’incendio dell’auto dell’avvocato Cosimo Pagliara quando il professionista era alla guida della Multiservizi e della sventagliata di Kalashnikov che fece piegare i serbatoi della Peritas, la società di Ferrero Cafaro con sede nella zona industriale“
Brindisi. Otto anni per i fratelli di origine albanese Arben e Vicktor Lekli, ricordati a Brindisi come i semafori umani per aver regolato per anni il traffico lungo il canale Patri. Sono entrambi latitanti dal 4 luglio 2011. Praticamente svaniti nel nulla.

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