Cocaina per mezzo milione di euro: brindisino condannato a sette anni

Imputato Antonio Clemente di San Donaci assieme a un leccese, dopo gli arresti in flagranza del primo luglio 2018: la droga trovata sotto i sedili di due auto

La droga e il denaro sequestrati dalla Mobile

SAN DONACI – Nove chili e cento grammi di cocaina pura (ancora da tagliare) per un valore di mezzo milione di euro e proiettili: a distanza di poco più di un anno dalla scoperta, con conseguenti arresti, sono stati condannati a sette anni di reclusione Antonio Clemente, 35 anni, di San Donaci, e Pierpaolo Pizzolante, 28 anni, di Acquarica del Capo, in provincia di Lecce.

La sentenza

I due imputati sono stati giudicati dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Lecce Sergio Tosi, di fronte  al quale è stato incardinato il processo con rito abbreviato chiesto dai difensori Ladislao Massari del foro di Brindisi, per Clemente, e Biagio Palamà del foro di Lecce per Pizzolante. Il dispositivo è stato letto nei giorni scorsi, le motivazioni saranno depositate nelle prossime settimane e i penalisti potranno valutare il ricorso in Appello. Ai due imputati è stata inflitta una multa pari a 30mila euro, a titolo di pena accessoria.

L’accusa in giudizio è stata sostenuta dal sostituto procuratore Donatella Palumbo: per Pizzolante il pm aveva chiesto la condanna a sette anni e 31mila e sei anni e otto mesi, più 30mila euro di multa per Clemente.

La droga e il garage

La cocaina venne scoperta il primo luglio 2018 dagli agenti della squadra mobile di Lecce, in collaborazione con i poliziotti del commissariato di Taurisano, in due auto trovate in un garage ad Acquarica del Capo, nella disponibilità di Pizzolante. Nello stesso box, furono trovati 90mila euro in contanti, somma ritenuta provento dell’attività legata alla vendita della droga. Gli agenti entrarono in azione dopo appostamenti andati avanti per diversi giorni.

Il nascondiglio

Nel garage c’erano una Lancia Musa e una Ford Kuga: nella prima erano stati nascosti tre chili e mezzo di cocaina, nell’altra la parte restante. Complessivamente c’erano nove chili e 100 grammi. 

Le auto erano state modificate per ricavare i nascondigli destinati alla sostanza stupefacente, sotto i sedili: i vani si aprivano schiacciando un pulsante posizionato sul cruscotto.

I proiettili

Gli agenti nella stessa giornata, sottoposero a perquisizione le abitazioni in uso ai due arrestati, e trovarono diversi mazzi di chiavi e otto telefoni cellulari. A casa di Pizzolante, inoltre, furono scoperti sette proiettili calibro 9, sei dei quali da guerra e uno a punta piatta. Droga, denaro, proiettili, chiavi e cellulari furono sottoposti a sequestro.



 

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