Sparatoria mortale davanti al bancomat: chiesta archiviazione per i poliziotti

Due agenti delle Volanti erano indagati per omicidio colposo dopo la sparatoria in via Orazio Flacco che un anno fa costò la vita a Giovanni Ciccarone, 50 anni, di Ostuni. Per il pm non ci sono profili di responsabilità. Il legale della famiglia della vittima presenterà opposizione

Via Orario Flacco, subito dopo la sparatoria mortale

BRINDISI – La Procura ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per omicidio colposo nei confronti di due agenti delle Volanti, aperta subito dopo la morte di uno dei componenti del gruppo che un anno fa tentò il furto con esplosione nel bancomat della Popolare di Bari, in via Orazio Flacco, a Brindisi. Sull’asfalto, nei pressi dell’ingresso della filiale, rimase il corpo senza vita di Giovanni Ciccarone, 50 anni, originario di Ostuni.

la scena dell'assalto al bancomat a Brindisi1-2-2-2-2-2

Le conclusioni del pm

Per il sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro, titolare del fascicolo, non sussistono profili di responsabilità sul piano penale tali da essere contestati nei confronti dei due poliziotti che la notte tra il 20 e il 21 luglio 2018 arrivarono per primi sul posto, dopo che al centralino della questura venne segnalato un tentativo di furto in banca. A telefonare fu un residente che notò movimenti sospetti nella zona.

Le perizie

In altri termini, l’accusa inizialmente imbastita, non può essere sostenuta in giudizio, stando alle conclusioni a cui è giunto il pubblico ministero dopo aver ricevuto le relazioni del medico legale Antonio Carusi, al quale venne affidato l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia, e del perito balistico Alessandro Biagini nominato per seguire accertamenti sulle armi poste sotto sequestro, il fucile in uso al commando di banditi e le pistole di ordinanza degli agenti in servizio nella sezione Volanti della questura di Brindisi.

Sarà il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi a pronunciarsi. Dovrà valutare se la notizia di reato sia o meno infondata o, se al contrario, il pm dovrà esercitare l’azione penale con la formulazione del capo di imputazione oppure se sarà necessario procedere con ulteriori indagini.

La difesa degli indagati e la parte offesa

La richiesta di archiviazione, intanto, è stata notificata alle parti: da un lato agli agenti delle Volanti, entrambi difesi dall’avvocato Giampiero Iaia, dall’altra alla famiglia della vittima, rappresentata dall’avvocato Mario Guagliani. Quest’ultimo ha già anticipato che presenterà opposizione. I due poliziotti hanno sempre  escluso di aver sparato ad altezza uomo e già nell'immediatezza dei fatti, dissero di aver impugnato la pistola di ordinanza solo per rispondere al fuoco, dopo che l'auto di servizio venne colpita.

L’accusa di omicidio colposo è stata l’ipotesi di reato contestata in partenza per chiarire la dinamica del conflitto a fuoco che avvenne nella notte tra il 20 e il 21 luglio, appena i poliziotti giunsero in via Orazio Flacco.

Volante crivellata sparatori via Orazio Flacco 2-3-2-2-2-2

Il commando armato di fucile

Stando alla ricostruzione, il gruppo di banditi sarebbe stato composto da almeno cinque persone, autista compreso. Ciccarone sarebbe stato parte di quel commando, arrivato davanti alla filiale della Banca Popolare di Bari a bordo di un’Audi A 6. Avevano tutti il passamontagna e i guanti. Nella fessura del bancomat venne una “marmotta”, termine che in gergo viene usato per indicare l’esplosivo con miccia.

La sparatoria mortale

Ci fu una sparatoria attorno alle 3. Ciccarone rimase a terra. Morì sul colpo. Vani furono i tentativi di rianimarlo. Gli stessi agenti chiamarono subito i soccorsi. Ma non ci fu niente da fare. Mortale, la ferita al petto. Secondo la ricostruzione, furono esplosi 15 colpi e vennero poste sotto sequestro le pistole di ordinanza degli agenti e un fucile calibro 12 in uso al gruppo dei banditi. 

I complici

I complici riuscirono  a fuggire. Imboccarono la superstrada 379 in direzione di Bari e per seminare gli agenti delle Volanti, nel frattempo arrivati a supporto dei colleghi, lanciarono chiodi a tre punte sull'asfalto. Uno causò l’esplosone di uno pneumatico dell’auto dei poliziotti, costretti a fermarsi. Chi quella notte era assieme a Ciccarone resta un mistero: sono ancora senza nome gli altri della banda. Ma nell’inchiesta, per la Procura, c’è un punto fermo: nessuna responsabilità può essere contestata ai due poliziotti della questura di Brindisi che quella notte fecero il proprio lavoro per sventare il furto alla postazione bancomat.

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