Norman Atlantic: via all'aspirazione del fumo. Ditta brindisina all'opera, poi le ricerche

Via all’intervento ‘drastico’ per l’aspirazione dei fumi dalla Norman Atlantic in tempi record. Il coordinamento è affidato ai vigili del fuoco di Brindisi. In seguito riprenderanno i sopralluoghi e le ricerche di eventuali corpi

BRINDISI - Via all’intervento ‘drastico’ per l’aspirazione dei fumi dalla Norman Atlantic in tempi record. Il coordinamento è affidato ai vigili del fuoco di Brindisi, l’incarico alla Novimpianti di Francavilla Fontana che si occupa di impianti di condizionamento e di areazione sta provvedendo in queste ore all’aspirazione dell’ingente quantitativo di fumo che si trova ancora all’interno della Norman Atlantic, il relitto della nave andata a fuoco nel canale d’Otranto il 28 dicembre scorso che si trova ormeggiato a Brindisi.

Il fumo, difficile da far uscire dalla nave con i mezzi dei vigili del fuoco, perché ormai raffreddatosi, occupa quasi interamente i ponti 1 e 2 e in parte anche il 3, ancora difficilmente ispezionabili. Secondo quanto stimato l’intervento di aspirazione potrebbe durare all’incirca un paio di giorni. I lavori sono iniziati questo pomeriggio. In seguito e forse già domani, a quanto appreso, riprenderanno i sopralluoghi investigativi a bordo e le ricerche di eventuali corpi che potranno spingersi anche nei livelli inferiori della Norman Atlantic.

Secondo quanto specificato dai vigili del fuoco che coordinano le operazioni l’aspirazione dei fumi sarà una procedura eseguita in massima sicurezza oltre che con tutti gli accorgimenti, quali l’utilizzo di filtri e di una cisterna d’acqua per far depositare le sostanze prelavate dall’interno, per evitare danni all’ambiente e dispersioni in atmosfera o in mare.

Intanto le autopsie di oero sui corpi di cinque vittime della Norman Atlantic hanno confermato le cause della morte già ipotizzate dopo i primi accertamenti medico legali. I naufraghi sarebbero annegati dopo l'assideramento dovuto all'impatto con l'acqua gelida.

I medici legali Francesco Introna e Biagio Solarino, insieme con il consulente di parte Vito Romano, hanno eseguito anche gli accertamenti necroscopici disposti dai pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano sulle salme dei due autotrasportatori napoletani Michele Liccardo di 32 anni e Giovanni Rinaldi di 34. Sui corpi dei due campani sono stati rilevati anche segni di ustione che, tuttavia, non avrebbero causato la morte e che sarebbero stati provocati dall'esposizione al calore, e non direttamente alle fiamme dovute all'incendio a bordo della motonave.

Successivamente si è proceduto agli accertamenti autoptici sui tre greci Gerasimos Kazantzidis, Sasentis Nikolaus Paraschis e Kostantinos Koufopuolos, rispettivamente di 61, 63 e 57 anni. Anche per loro sono stati confermati i decessi in pochi minuti per annegamento successivo a una sorta di choc termico. Stamani le ultime due autopsie, sulla tedesca 53enne Muller Afroditi (che sulla base dell'esame esterno presenterebbe ferite procurate da uno squalo) e sul sacerdote georgiano Omar Kartozia di 27 anni, il quale tuttavia, per motivi di credo religioso e su richiesta dell'Ambasciata della Georgia, viene sottoposto soltanto ad esami diagnostici.

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