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British Gas, riprocessare 4 manager

BRINDISI - Armando De Azevedo Henriques, David James Robottom, Stefan John Ricketts e Giorgio Battistini, dirigenti pro tempore di British Gas e di Brindisi Lng, dovranno superare ancora qualche altra prova prima di poter dire di essere usciti dal processo di Brindisi nato dall'Operazione High Confidential del 12 febbraio 2007, su indagini condotte dalla Digos e in parte dalla Guardia di Finanza, delegate dalla procura brindisina. Al centro, le vicende che condussero al decreto autorizzativo per il rigassificatore di Brindisi emesso a gennaio 2003 dal governo Berlusconi, e poi sospeso - è ancora tale - dal governo Prodi nel settembre 2007 su pressing dell'Unione europea per violazione delle direttive comunitarie.

Marcello Orlandini11 febbraio 2012

BRINDISI - Armando De Azevedo Henriques, David James Robottom, Stefan John Ricketts e Giorgio Battistini, dirigenti pro tempore di British Gas e di Brindisi Lng, dovranno superare ancora qualche altra prova prima di poter dire di essere usciti dal processo di Brindisi nato dall'Operazione High Confidential del 12 febbraio 2007, su indagini condotte dalla Digos e in parte dalla Guardia di Finanza, delegate dalla procura brindisina. Al centro, le vicende che condussero al decreto autorizzativo per il rigassificatore di Brindisi emesso a gennaio 2003 dal governo Berlusconi, e poi sospeso - è ancora tale - dal governo Prodi nel settembre 2007 su pressing dell'Unione europea per violazione delle direttive comunitarie.

La Corte di Cassazione, III Sezione penale, ha infatti accolto il ricorso dei pubblici ministeri Giuseppe De Nozza e Silvia Nastasia, avverso la sentenza della Corte d'Appello di Lecce, che aveva confermato la decisione del tribunale (allora il collegio era presieduto da Eva Toscani) di fissare e concedere ai quattro manager di chiudere con un'oblazione di 258mila euro il loro percorso giudiziario, in cui erano accusati di occupazione abusiva di area demaniale marittima. Il tribunale aveva invece rigettato analoga istanza del presidente di Bg Italia, Franco Fassio.

Per i pm De Nozza e Nastasia il pagamento di quell'ammenda era del tutto insufficiente ed inadeguato al danno arrecato e alla configurazione del reato. Da qui le impugnazioni prima in appello, poi in Cassazione. Le istanze per le oblazioni erano state presentate dagli avvocati Giulia Bongiorno e Patrick Stoja. Da tenere presente che alla fine dei conti e del processo, è l'imputazione prevista dalla violazione descritta dall'articolo 1161 del Codice della Navigazione a tenere insieme ancora la possibilità che il procedimento in corso si chiuda, al netto delle prescrizioni delle circostanze di corruzione per le tangenti inglesi versate all'ex sindaco Giovanni Antonino e all'agente marittimo Luca Scagliarini, con la confisca dell'area del cantiere di Capo Bianco sequestrata il 12 febbraio 2007, e la misura interdittiva della revoca delle autorizzazioni rilasciate a Brindisi Lng.

Non era affatto secondario, perciò, richiamare in causa De Azevedo e company, perché una diversa valutazione del danno da essi arrecato - secondo l'accusa - può rafforzare la tesi espressa dalla pubblica accusa nella requisitoria di alcuni giorni fa. La terza sezione della Cassazione, dunque, con la sentenza dell'8 febbraio 2012 ha annullato la sentenza della Corte d'Appello di Lecce con rinvio ad altra sezione della stessa. Soddisfazione in procura per quest'esito, ma nessun proclama. Con l'avvio delle arringhe delle difese il processo si avvia verso il suo capolinea, collocabile in primavera, prima delle elezioni amministrative a Brindisi, probabilmente.

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