Calcio truccato: arresti, indagato Conte

CREMONA – Calcio nella bufera. E nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse culminata stamane in una raffica di arresti eccellenti, risulta indagato anche l’allenatore salentino della Juventus, Antonio Conte, per vicende relative al periodo in cui era alla guida tecnica del Siena. L'accusa, per tutti: associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.

Antonio Conte

CREMONA – Calcio nella bufera. E nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse culminata stamane in una raffica di arresti eccellenti, risulta indagato anche l’allenatore salentino della Juventus, Antonio Conte, per vicende relative al periodo in cui era alla guida tecnica del Siena. L'accusa, per tutti: associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.

Perquisizioni sono state compiute dalla polizia nei confronti dell'allenatore della Juventus. Secondo quanto ha spiegato il procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino, a Conte sono stati sequestrati computer e Iphone. Per il computer si è provveduto ad una operazione di back-up e poi è stato restituito, mentre per quanto riguarda il cellulare questa operazione non è si è resa possibile e quindi l'Iphone è stato trattenuto e gli sarà restituito a breve.

È stato in particolare il calciatore Filippo Carobbio a chiamare in causa Conte, per la gara Novara-Siena del 30 aprile 2011: “Lo stesso allenatore Antonio Conte - aveva raccontato Carobbio - ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l'accordo con il Novara per il pareggio”.

Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi sono compresi giocatori ed ex-giocatori italiani, alcuni dei quali già coinvolti in passato nei vari filoni di inchieste legate al calcio-scommesse. Alcuni militano nella massima serie calcistica, come Stefano Mauri, centrocampista della Lazio, e Omar Milanetto, centrocampista del Padova ed ex giocatore del Genoa, arrestati stamane nell'operazione 'New Last Bet' condotta dalla Polizia di Stato di Cremona, coadiuvata dal Servizio Centrale Operativo (SCO). L'operazione odierna, con 19 provvedimenti restrittivi e numerose perquisizioni, costituisce una nuova tranche dell'inchiesta che lo scorso dicembre aveva portato alla cattura di 17 altri indagati.

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Sono in corso di esecuzione anche 30 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati. Si tratta di calciatori di serie A e serie B, tecnici e dirigenti di società professionistiche (anche della massima divisione) coinvolti nelle indagini. Per conto del gruppo criminale transnazionale al centro dell'inchiesta, i giocatori italiani avrebbero agito, a vario titolo, come referenti del sodalizio transnazionale sul territorio italiano per la combine delle partite di calcio. Arresti si stanno effettuando anche in Ungheria nei confronti di 5 esponenti del gruppo criminale transnazionale facente capo al boss singaporiano Tan Seet Eng, colpito da provvedimento restrittivo, nel dicembre scorso, e ritenuto il capo dell'organizzazione internazionale dedita al match fixing.

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