Scarico depuratore a Guaceto: anche i dati consegnati agli investigatori sono ok

Dati confortanti giungono anche agli investigatori e quindi agli inquirenti su quel che le condotte del depuratore stanno sversando in Canale Reale, a Torre Guaceto.

BRINDISI - Dati confortanti giungono anche agli investigatori e quindi agli inquirenti su quel che le condotte del depuratore stanno sversando in Canale Reale, a Torre Guaceto. Dopo l’accordo dei giorni scorsi per le trincee drenanti che sostituiscano lo scarico in mare in attesa di realizzare la condotta sottomarina dell’impianto consortile, anche alla Capitaneria di porto di Brindisi sono pervenuti dati nella norma. Le analisi fatte a Guaceto hanno avuto esito confortante e confermano quelli già resi noti dall’Acquedotto pugliese. Il depuratore per il momento sta funzionando a dovere. E ciò è stato rappresentato anche al pm che si occupa della faccenda, Antonio Costantini, che però aveva anche indagato sullo sversamento dei liquami in falda iscrivendo nel registro degli indagati sette persone.

Quanto alla soluzione delle trincee drenanti la Regione, presso cui si sono svolti gli incontri, è favorevole. Lo è anche Acquedotto Pugliese, perfino il consorzio di Torre Guaceto. Unica voce fuori dal coro un comitato di ambientalisti convinti che continua a contestare e che oggi ha espresso il proprio dissenso a Brindisi, al cospetto dell’assessore all’Urbanistica della Regione, Angela Barbanente, che ha seguito la vicenda e che si trovava al Comune, oggi, per discorrere d’altre faccende.

Non vi è più alcuna emergenza ambientale all’interno dell’area marina protetta. “A meno di un mese dall’entrata in esercizio dell’impianto – aveva fatto sapere Aqp -  la qualità del refluo è già abbondantemente al di sotto dei limiti che secondo l’autorizzazione allo scarico avrebbero dovuto essere raggiunti entro 60 giorni dalla messa in esercizio. I principali parametri testimoniano inoltre una risorsa compatibile con l’uso in agricoltura. L’impianto ha sempre funzionato regolarmente. Il sabotaggio subito nelle scorse settimane ha riguardato lo scarico. Opere idrauliche, quindi, posizionate a valle del depuratore. La stessa torbidità delle acque riscontrata nei giorni immediatamente seguenti alla messa in esercizio del depuratore è assolutamente normale e conseguente ai processi di avviamento all’esercizio dell’impianto”. Anche le risultanze delle verifiche disposte dalla Capitaneria di porto vanno della medesima direzione. E tutto ciò potrebbe essere un bene per tutti. Fuorché per i contestatori a oltranza.

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